Mr. Bob Stroger
Ieri sera, con la mia amica (ed ex insegnante di inglese) Ann, sono andato al Big Mama, localino a Trastevere già menzionato nel post sulla Tony Cerqua Gang Band. Non voglio spendere troppe parole sulla qualità e l'intensità del concerto. Riporto invece fedelmente le parole del sito del locale che descrivono l'onoratissima attività di questo incredibile bassista americano. Il chè dovrebbe bastare a farvi capire di che mostro sacro si trattasse e che confidenza con il pubblico potesse avere.
Un vero animale da palco, nonostante la veneranda età. Tanto di cappello.
Signore e signori, vi presento Mr. Bob Stroger.
Bassista e cantante, da alcuni definito l’autentico erede di Willie Dixon. Plurivincitore di Blues Awards, ultimo tra cui il premio della celebre Blues Foundation come “Miglior Bassista Blues del 2008”.
Presente nel prossimo film di Spike Lee “The Perfect Era of Rock and Roll” insieme a Pinetop Perkins, Willie Big Eyes Smith, Hubert Sumlin e Sugar Blue.
BOB STROGER (Haiti, Missouri)
Robert Stroger è uno tra i più leggendari bassisti ancora oggi attivi. Trasferitosi nel West Side di Chicago nel 1955, vivendo in un appartamento alle spalle di un club ove le basse frequenze delle band di Howling Wolf e Muddy Waters facevano tremare le pareti, egli comprese cosa sarebbe voluto diventare nella vita: un bassista di blues.
La carriera musicale di Stroger cominciò con una band propria, formata insieme al fratello John. Suonò insieme a Willie Kent e quindi nella jazz band di Rufus Forman. Successivamente divenne asse portante del combo Eddie King and the King Men, la cui collaborazione si protrasse per oltre 15 anni. Con essi incise nel ‘65 il suo primo 45 giri dal titolo “Love You Baby”. L’incontro con Otis Rush, alla ricerca di un bassista per un tour europeo, gli schiuse le porte della scena blues che conta. Le sue collaborazioni annoverano artisti del calibro di Sunnyland Slim, Louis Meyers, Jimmy Rogers, Odie Payne, Eddie Taylor, Willie Mabon, Hubert Sumlin, Jimmy Walker, Luther Tucker, Bo Didley, James Cotton, Kim Wilson, Pinetop Perkins, Fenton Robinson, Zora Young, Big Time Sarah, Deitra Farr e molte altre personalità di spicco del panorama blues.
Bob Stroger è stato un maestro nella definizione del “walking”, tipico stile bassistico di accompagnamento nel Chicago Sound. Il suo relax ed understatment lo rendono ancora richiesto in studio di registrazione. Egli ha, infatti, partecipato alle produzioni discografiche di una trentina di artisti diversi: Eddie Taylor, Otis Rush, Jimmy Rogers, Lousiana Red, Buster Benton, Mad Dog Luster, Homesick James, Larry Burton, Eddie King, Big Bill Morganfield, Mississippi Heat, Big Bill Hickey, Big Four, Snooky Pryor ecc..
Sebbene abbia suonato anche Jazz e R&B, lo stile musicale con cui Bob Stroger meglio s’identifica è decisamente il Blues. Nei suoi quasi 50 anni di carriera, ha costituito sezioni ritmiche di prim’ordine insieme a batteristi del calibro di Odie Payne Jr., Fred Below, Robert Covington, S.P. Leary, Ted Harvey, K.C. Jones, Sam Lay, Jessie Green, Willie "Big Eyes" Smith, Billy Davenport, praticamente il top del batterismo blues mondiale.
Sarà accompagnato in questo tour dalla “European Band”, progetto nato, come dice il nome stesso, dall’incontro in terra statunitense di musicisti provenienti da diverse parti dell’Europa, in particolare Italia, Spagna e Francia, con numerose ed importanti esperienze nel circuito musicale a livello internazionale.
THE EUROPEAN BAND
Luca Giordano (Guitar & Vocals - ITALIA)
giovane musicista abruzzese che ormai da anni collabora con grandi nomi del Blues statunitense, come ad esempio JW Williams, bassista di Buddy Guy & Junior Wells, Chris Cain, Nellie Tiger Travis, Sharon Lewis, Les Getrex, Shirley King (figlia del re del Blues BB King), James Wheeler e molti altri.
Negli ultimi tre anni passati a Chicago Luca viene preso a suonare per due mesi nella band di JW Williams in sostituzione di Shun Kikuta, chitarrista di Koko Taylor. Collabora con Les Getrex & The Creole Cookin Band e Sharon Lewis & Texas Fire per un lungo periodo di tempo esibendosi nei più importanti club di Chicago come Rosa’s Lounge, Kingston Mines, BLUES, Blue Chicago, Green Dolphin, House of Blues, Nick’s Uptown ed infine si esibisce al Chicago Blues Festival 2006 con Calvin Fuzz Jones, Willie Big Eyes Smith e Aaron Burton, ed al Chicago Blues Festival 2008 con James Wheeler & Rosas Lounge AllStars Band.
In Italia collabora regolarmente con due dei suoi primi maestri Pippo Guarnera e Vince Vallicelli
Quique "Beer" Gómez (Harmonica & Vocals - SPAGNA)
Sottratto temporaneamente alla sua formazione spagnola "Juan Bourbon Juan Scotch Juan Beer" di cui è bandleader, è considerato uno dei punti di riferimento per gli amanti madrileni del Blues. Vanta presenze nei migliori festival Europei, tra cui ricordiamo il Cazorla Blues Festival, palco su cui si esibisce diverse volte aprendo per artisti come Little Charlie & Nightcats e Kim Wilson. Amante di Little Walter e degli Aces, e fan di Sonny Boy Williamson, dichiara apertamente che il suo musicista preferito è Charlie Parker.
Fred Pg (Guitar - FRANCIA)
Considerato uno dei migliori chitarristi mancini Francesi, Fred Pg vanta collaborazioni con numerosissimi musicisti di livello internazionale. Attualmente collabora con l'ex batterista di Luther Allison, Zach Prather, con Jeremia Marques, e con Peaches Staten solo per citarne alcuni. I suoi progetti vanno dal Blues al Jazz al Gipsy Jazz Manouche al Funky, portandolo ad esibirsi in Florida, Chicago e praticamente in tutta Europa.
Guillaume Destarac (Drums - FRANCIA)
Il più giovane della band, talentuoso batterista francese attualmente residente in Spagna. Studia batteria in una delle più importanti scuole jazz di Tolosa, per poi intraprendere la strada della musica live in tutta Europa. Al momento è parte della band dell'armonicista francese Nico Wayne Toussant con cui si esibisce nei più grandi festival Europei.
BriXx
E non godi solo a metà
Si tratta di una sciocchezza, di una pinzillacchera per dirla alla de Curtis, ma è anche una cosa piuttosto singolare.
Stamattina al supermercato ero davanti al banco frigo, indeciso sul prendere o meno dei wurstel per gli hot-dog.
Dopo quest'attimo di empasse mi decido, convinto dalla visione del gustoso salsiccio nel panozzo con salsine, e ne prendo due pacchi.
Concentrato poi sul resto delle compere non mi soffermo su quello che credo sia il tipico atto di chi fa spesa quand'è già affamato.
Una volta a casa, sistemo le cose, mi preparo i miei beati hot-dog e mi metto a lavorare al pc.
Mentre li mangio mi torna in mente la sensazione provata davanti al banco frigo. Capisco che non ho solo visto un'hot-dog, ma proprio un tizio che li mangiava. Mi concentro, il tizio ha una faccia, ha delle movenze, mi è dannatamente familiare. Cazzo! Brad Pitt!
Com'è possibile?
Passo la successiva mezzora a testare con stupidi trabocchetti mentali la mia eterosessualità e riesco, una volta accertatomene e rassicuratomi, a cominciare ad analizzare lo strano fenomeno.
Brad Pitt. Dov'è che gli ho visto mangiare un hot-dog? Idea! Lampadina! The Sleepers, fuori al tribunale! Ne divora uno come se non ci fosse un domani, e i pezzi del puzzle cominciano a incastrarsi.
Brad Pitt è bello da veder mangiare. Ha un mascellone che si muove come gli assi delle ruote dei treni a vapore.
Mi manca qualcosa però...
Brad Pitt non lo fa solo in quel film. Lo si becca spesso a mangiarsi qualcosa, nel 90% dei casi si tratta di un qualcosa che mangia con le mani e nel 100% di quest'ultimo caso, alla fine si lecca le dita con schiocco.
Porca miseria...ecco cos'è...Brad Pitt mangia!
A parità di mascella se Ridge di Beautiful avesse mangiato altrettanto nelle sue apparizioni avrebbe certamente eguagliato il biondo collega.
Comincio a sospettare che, come a suo tempo la Fennec fosse la donna più pulita del cinema italiano (per le frequenti scene di doccia), oggigiorno Brad Pitt sia l'attore più vorace di Hollywood.
Qualcuno deve aver notato la cosa...avrà notato che la sua aria soddisfatta piaceva a chiunque e quanto il giochetto con le dita e il movimento del mascellone forse piacesse alle donne. Ora ho il sospetto che a Brad Pitt, per contratto, facciano masticare qualcosa almeno una volta in ogni pellicola. Qualunque sia il suo ruolo, qualunque sia il tenore della storia.
Fateci caso. Fate caso a quanto Pitt utilizzi la masticazione nella recitazione, a quanto i suoi personaggi non facciano altro che deglutire.
Anche in Burn after reading, l'ultimo lungometraggio dei Coen, il bel Pitt mastica gomme e beve continuamente soluzioni saline da una borraccia con cannuccia.
L'attore col bolo.
BriXx
Un gelato al limòn...
Nel 1979, anno della mia nascita, il cantautore genovese Paolo Conte scopre e rivela al nostro paese il valore inestimabile di un gesto: quello di un uomo che alla propria donna fa dono dei propri sogni e delle proprie visioni. Non importa che si tratti di un musicista, di un poeta, di un meccanico o di un collaudatore di letti (che di sogni avrà vasta scelta), le speranze di una persona vanno maneggiate con cura, mai sottovalutate.
La canzone che a suo tempo ci raccontò tutto questo, con un andamento stanco e un profumo tipico di una calda notte in una città di mare, fù Un gelato al limòn, della quale riporterò di seguito semplicemente il testo:
gelato al limon
gelato al limon
spofondati in fondo a una città
un gelato al limon
è vero limon.
Ti piace?
Mentre un`altra estate passerà
libertà e perline colorate
ecco quello che io ti darò
e la sensualità delle vite disperate
ecco il dono che io ti farò
donna che stai entrando nella mia vita
con una valigia di perplessità
ah, non avere paura che sia già finita
ancora tante cose quest’uomo ti darà.
E un gelato al limon
gelato al limon
gelato al limon
sprofondati in fondo a una città
un gelato al limon
gelato al limon
gelato al limon
mentre un’altra estate se ne va…
Ti offro una doccia ai bagni diurni
che son degli abissi di tiepidità
dove come oceani notturni
rimbombano le voci della tua città
e ti offro la luna del pomeriggio
per il sogno arabo che ami tu
e una stretta forte della mia mano
per te donna che non mi scappi più…
e un gelato al limon
gelato al limon, gelato al limon
e ti offro l’intelligenza degli elettricisti
cosi almeno un pò di luce avrà
la nostra stanza negli alberghi tristi
dove la notte calda ci scioglierà.
Come… un gelato al limon,
gelato al limon,gelato al limon…
Appartenenza
Nelle convenzioni, così come in alcuni gesti, spesso è nascosta la nostra innata tendenza alla ricerca del senso di appartenenza a qualcosa.
Da buoni animali sociali, ci soddisfa e spesso ci esalta un gruppo di persone con cui condividere, ideali, passioni, azioni, fini.
Per far sì che ciò accada, è necessario sacrificare qualcosa. Una parte della nostra individualità viene messa in ombra da una sorta di individualità di gruppo. Questo, ovviamente, con le dovute eccezioni.
Mi è capitato in due occasioni che il piacere derivante dal far parte di qualcosa si affiancasse senza attriti ad una sensazione di piacere diversa, decisamente legata alla mia individualità.
In entrambi i casi, la causa scatenante di questi eventi è un semplice gesto, un cenno d'intesa.
Da buoni animali sociali, ci soddisfa e spesso ci esalta un gruppo di persone con cui condividere, ideali, passioni, azioni, fini.
Per far sì che ciò accada, è necessario sacrificare qualcosa. Una parte della nostra individualità viene messa in ombra da una sorta di individualità di gruppo. Questo, ovviamente, con le dovute eccezioni.
E' successo in due occasioni che il piacere derivante dal far parte di qualcosa si affiancasse senza attriti ad una sensazione di piacere diversa, decisamente legata alla mia individualità.
In entrambi i casi, la causa scatenante di questi eventi è un semplice gesto, un cenno d'intesa.
Mi è capitato andando in moto e correndo: due attività decisamente solitarie. Due modi di vivere l'ambiente attorno a sè con i sensi bene allertati. Due situazioni in cui il cervello si risveglia e pensa.
Non è raro che motociclisti e podisti si salutino ( e si augurino anche buon proseguimento) incrociandosi per strada, ma dopo quel pò di benessere che quel breve cenno ci provoca, si ritorna a correre soli, si ritorna a pensare.
E ci si sente motociclisti e ci si sente podisti, ma non si perde nulla dell'esperienza solitaria.
BriXx
Resoconto...
Sono passati due anni, dal mio primo post nell' Ottobre del 2006. Sono cambiate decine di cose in due anni. Questo, neanche a farlo a posta, è il centesimo post di questo blog.
E il centesimo...allo scadere del primo biennio...non può che essere autocelebrativo.
C'è molto di me in queste parole, c'è molto di ciò che mi circonda, di ciò che è stato e delle speranze per l'avvenire.
C'è molto anche delle persone che gravitano attorno a me da più o meno tempo. C'è chi è passato di qui per caso, lasciandone traccia, c'è chi ha avuto la malsana idea di controllare periodicamente questo blog, c'è chi critica, chi consiglia, chi ha solo voglia di scherzare.
Per me, quest'impegno biennale è una sorta di prova di maturità (vd. primi due post) e un pò mi complimento da solo. Ma alla lista delle cose da dire, last but not least, devo necessariamente aggiungere il ringraziamento sentito a chiunque abbia trovato nelle mie parole qualcosa per cui valesse la pena leggere, commentare, criticare, offendere, insomma partecipare.
BriXx
Nessuno tocchi Saviano! (Tanto a che serve..)
Premetto: questo post non è frutto di pregiudizi. Prima che uscisse Gomorra, di Saviano non ho mai sentito parlare neanche per caso, non ho nulla contro di lui, non sono un camorrista, non ho intenzione di ucciderlo o far sì che qualcuno possa farlo. Non ho inoltre intenzione, come qualcuno mi ha già fatto notare, di passare ad un prossimo ipotetico passo che preveda la supposizione che la camorra non esista.
Ciò detto, enuncio senza mezzi termini, che trovo altamente improbabile che i Casalesi vogliano davvero morto Saviano.
Ci arriverò, partendo dal principio.
Saviano, come altri giornalisti/scrittori che ultimamente crescono cibandosi della spazzatura morale, politica e sociale di cui è pieno il nostro paese, ha raccolto del materiale molto interessante, composto in gran parte però di articoli scritti da suoi colleghi di cronaca appartenenti a testate minori campane. Parliamo di materiale già noto, magari non ai più, ma comunque già di dominio pubblico, riguardante le attività e l'organizzazione di alcune cosche camorristiche. Una sorta di reportage nel quale però pare non appaiano le fonti. In breve: pare che Saviano abbia semplicemente riorganizzato il frutto del lavoro (e del rischio) di altri giornalisti prendendosene essenzialmente tutto il merito.
E' questa una notizia datata, fornita dall' Adnkronos, della quale vi riporto lo stralcio.
Napoli, 23 nov. - (Adnkronos) - 'Gomorra', il best seller dello scrittore Roberto Saviano edito dalla Mondadori, che ha raggiunto le 400mila copie vendute e che sara' pubblicato anche all'estero, e' da qualche giorno in libreria con una prima rettifica riguardante la citazione di una fonte giornalistica che nelle prime edizioni era stata omessa: la notizia, di cuisi e' parlato nell'edizione delle 13 del Tg dell'emittente campana Canale 8 condotto dal giornalista Marzio Di Mezza, riguarda uno stralcio del libro in cui era citato il patto di camorra tra il clan Di Lauro e gli scissionisti, protagonisti della faida che ha insanguinato Napoli tra il 2004 e il 2005. L'articolo originario, scritto dal giornalista napoletano Simone Di Meo, era stato riportato da Saviano senza l'indicazione del quotidiano su cui era apparso ('Cronache di Napoli') e dell'autore. I legali della Mondadori hanno disposto l'inserimento della fonte nelle successive ristampe dell'opera, anche se - secondo quanto emerso nel corso del Tg - anche altri giornalisti campani sarebbero pronti a chiedere, nei prossimi giorni, altre correzioni circa la mancata citazione di lavori di inchiesta e reportage nel libro 'Gomorra'.(Com/Ct/Adnkronos) 23-NOV-06 15:54
Il mio tentativo di trovarne traccia sul sito ufficiale dell'agenzia è stato però un buco nell'acqua, poichè non c'è modo di risalire a notizie precedenti a quelle dell'anno in corso. A questo proposito quindi concedo il beneficio del dubbio a Saviano&Mondadori.
Il "Fatto" è, piuttosto, un altro: Saviano non ha scoperto nulla di nuovo, siamo di fronte ad un divulgatore, non ad un investigatore.
Tra lui e un giornalista che indaga c'è la differenza che esiste tra Piero Angela e Carlo Rubbia.
Il primo sicuramente ha una speciale abilità nello spiegarci una serie di cose interessanti, ma non manca mai di citare il secondo se l'occasione dovesse richiederlo.
Voi, a chi dei due dareste il Nobel?
E la Camorra, ammazzerebbe un investigatore o un divulgatore? Tenete presente che senza il lavoro del primo, il secondo non ha ragione di esistere.
Se Saviano avesse davvero ficcanasato negli affari della Camorra avrebbe ottenuto già due cose:
A) Sarebbe già sotto terra.
e nel caso in cui si fosse salvato per miracolo...
B) Sarebbe stato ascoltato dai giudici come attendibilissimo testimone in una miriade di processi anti-camorra.
Ora...io non ho notizia di nessuna di queste due cose. E l'impressione che il boss Schiavone si stia divertendo a "giocare" con Saviano per terrorizzarlo è un ipotesi che non scarto.
I capi di un'organizzazione radicata, potente, che fa del controllo del territorio la sua arma migliore non sono stupidi: sanno probabilmente che uccidere Saviano porterebbe tanti di quei guai che molti dei loro racket potrebbero davvero subirne pesanti ripercussioni.
E se la Camorra "dovesse" uccidere Saviano, che dire del povero Travaglio, che da un bel pò ormai sottolinea inascoltato le innumerevoli vicinanze e collusioni tra Mafia e Stato? Esiste qualcosa di più pericoloso da fare in Italia? Ne dubito. Travaglio vive senza scorta e riporta sempre precisamente le sue fonti. Questo perchè rende omaggio a chi gli consente di lavorare e perchè dà riferimenti precisi a chi intende seguire, verificare o approfondire gli argomenti di cui parla.
Ripensando proprio a questo, ho la sensazione che "I Casalesi" stiano diventando il nuovo giocattolo di Studio Aperto. La nuova manìa dopo i cani randagi mangiatori di bambini, dopo il terrorismo, dopo l'omicidio di Perugia. Ogni notizia è il capo nuovo da tenere in vetrina finchè tira. Intanto...ci stiamo dimenticando della Mafia, del crack finanziario che forse rovinerà la vita ad almeno un paio di generazioni, dei nostri soldati all'estero e di tutta un'altra serie di cose che rivestono sicuramente maggiore importanza.
Bisogna sicuramente seguire le notizie di prima pagina, continuando però a chiederci che fine abbiano fatto quelle che ieri rivestivano a pieno titolo la stessa posizione.
E se queste ultime sono sparite del tutto, dobbiamo seriamente cominciare a dubitare della fonte della nostra informazione.
Saviano, mi pare di capire, è un giovane, esasperato idealista, che aveva probabilmente tutte le migliori intenzioni quando ha cominciato e portato avanti Gomorra. Credo, inoltre, che un pò tema per la sua incolumità e che la Mondadori stia però montando questa cosa ben oltre il necessario per chiare questioni di marketing.
Credo che Gomorra possa essere un buon libro di divulgazione, ma che sia estremamente necessario citarne le fonti, altrimenti vale "Il Padrino" di Puzo (che non è poco, ma non è l'obiettivo del libro).
BriXx
Bitter sweet dreams
Se qualcuno m'avesse detto che i sogni costano, che sognare è un verbo per chi se lo può permettere, avrei preferito sinceramente lasciarmi andare molto tempo fà.
Queste righe sono un pò la prosecuzione di un post di qualche tempo fà, sui nostri coetanei che da altri paesi vengono qui a tentare la fortuna o a procacciare di chè vivere ai propri figli.
Oggi, che le borse crollano, che 10 euro sembrano oro per una persona e carta igienica per un supermercato, che per quanto ci si faccia il culo, non si viene premiati, oggi, dicevo, mi sento davvero ad un passo da qualcosa di determinante.
Sarebbe facile e dannatamente stupido accartocciarmi su me stesso e sperare che a niente e nessuno venga in mente di calpestarmi.
Ma è una cosa da bambini e noi non cresciamo per nulla.
Sono coriaceo: è l'unica cosa che mi riconosco senza alcun dubbio.
Parto con i piedi nel fango perchè non ho avuto nulla da nessuno: ma a piantare 4 pali e tirare su un muro sono capace.
Vediamo se il tempo mi darà ragione. Andrò sicuramente più avanti di chi si è già fermato o di chi non comprende l'importanza dello spingersi in avanti, col corpo, con la mente, con le idee e con questi benedetti sogni, così costosi, così preziosi.
BriXx
Depression...
Se le cose andassero male e avessimo solo due alternative, a chi ci affideremmo: al ladro travestito da pagliaccio o al ladro travestito da stupido?
Ponendomi questa domanda ho capito il perchè della vittoria di Berlusconi.
Nulla di nuovo nel suo partito: stesse facce, stesse alleanze, stesse collusioni. Persino lo stesso pacchetto di stima, auguri e solidarietà per l'amico Bush: indifendibile presidente americano nell'era più buia dell'economia degli Stati Uniti dagli anni '30.
L'altra sera, il nostro presidente-giullare, è stato addirittura vittima delle avances della fiorettista Valentina Vezzali: che sorridendo gli ha detto che da lui "si sarebbe fatta toccare".
Prima del piccante giochetto di parole, la sportiva nazionale ha ricoperto di elogi Berlusconi, fornendogli quindi più di un assist, in vista di tempi decisamente bui per l'economia mondiale e, di riflesso, per il nostro fragile paese.
Il siparietto, che ha contribuito a sommare all'aura carismatica del Silvio nazionale anche una fama da sciupafemmine, mi ha fatto venire in mente una "strana" analogia con un'altra pagina triste della nostra storia.
L'allora Benito nazionale, oltre ad essere un irresistibile arringatore di folle ed un Dittatore-Agricoltore (famose le immagini in cui era ritratto mentre si cimentava nella mietitura del grano) era anche considerato, dalle donne di quei tempi, un vero e proprio sex-symbol.
La qual cosa è sempre stata vista di buon occhio da uomini e donne d'Italia.
Non ci è bastata la dura lezione patita in un passato ancora così recente?
Cosa aspetta la polica italiana a produrre un'alternativa a questo carrozzone di risate e skatch stile commedia sexy all'italiana?
Perchè questo paese, quando tocca il fondo è capace solo di scavare?
Non si affida una nazione in difficoltà ad un personaggio così incapace, ad un ostaggio politico di partiti xenofobi, ad una persona in "affari" con una (o più) delle organizzazioni criminali più potenti e radicate del nostro paese.
Spiegatelo, vi prego, a quelle centinaia di vecchiette e di avventori dei bar italiani che, intervistati da Studio Aperto con cadenza bioraria, continuano a gridare "Sil-vio! Sil-vio!" e non sanno cosa sia la lungimiranza.
BriXx
SMAH :-/
La scorsa settimana, sono andato a comprare una cassa d'acqua al supermercato.
Naturalmente, per una questione di privacy, non posso menzionare di che catena facesse parte. Mi limito perciò a dirvi che il suddetto supermarket si trova in via di Priscilla a Roma.
Una cassa di Ferrarelle viene venduta oggi giorno a 2,58 euro. Arrivato alla cassa, ho pagato con una banconota da 5 euro, ho incassato il resto e sono uscito per tornare in ufficio.
Quando ho poi controllato il resto, mi sono accorto che mancavano ben due (2) centesimi.
Ora, io non sono il tipo che torna indietro a reclamare i due (2) centesimi, ma non mi dispiacerebbe che il cassiere se non altro mi chiedesse scusa perchè non dispone di monete di piccolo taglio in cassa, facendo passare la cosa come un problema, un'emergenza sopra la quale sorvolerei volentieri e senza far fatica.
Rimuginando sull'accaduto, ho pensato che a molti prodotti viene applicato un prezzo con doppia cifra decimale e che avviene davvero spessissimo che la cassa non renda l'intero importo del resto.
Sono andato (per puro caso) sul sito della SMA ( http://www.sma.it/SmaSupermercati/index.php ) ed ho letto che la società ha circa 1600 punti vendita, tra propri e in franchising, dislocati su tutto il territorio nazionale: un'enormità.
Mi sono bastati due conti per capire un pò di cose e vi rendo partecipi del calcolo.
Mediamente, credo che un punto SMA venda almeno 10 casse di Ferrarelle al giorno.
Ragionando in modo perfido, immagino che in nessun caso il cassiere renda i due centesimi (se non ce li ha in cassa...dove li prende?). Quindi, ogni giorno, le 10 casse d'acqua donano alla SMA 20 centesimi di euro.
Moltiplicherei per 365 giorni questa pessima abitudine e mi accorgo che in un anno, un solo punto
SMA fattura (si fa per dire) 73 euro di mancato resto per cassa Ferrarelle.
Il prossimo passaggio, obbligato, è la moltiplicazione di questa resa per i 1600 punti SMA di cui il gruppo si fregia.
116.800 euro all'anno...di mancati resti...per cassa d'acqua...Ferrarelle.
Ora: quante volte la vostra spesa v'è costata una cifra con decimale = 0?
Quante volte il cassiere s'è arrogato il diritto di non restituirvi tutto il resto che vi spettava?
Quanti soldi (in nero) può ricavare da questa sciocchezza una grossa catena di supermercati?
Comincio a pensare che sia davvero il caso di chiederli indietro quei due (2) centesimi di euro e che, dopo tutto, in un paese civile a fare la brutta figura non sarei certo io, ma il cassiere e la società che rappresenta.
BriXx
Timeline
Quando finisce una storia, è facile prendersela con l'altro.
Quando finisce una storia, non è mai solo colpa di uno dei due.
Quando finisce una storia, non puoi mai davvero sapere perchè.
Quando finisce una storia, passano anni prima di avere le idee chiare.
Quando finisce una storia, la storia è finita.
E si crea un buco grosso così, completamente vuoto, che il tempo colma con una calma insopportabile.
Ti capita sempre, quando una storia comincia a durare poco più del semplice "frequentarsi".
Mi è capitato tre volte finora: la terza, per esperienza, è stata quella più "razionale".
Ci sono invece persone che non riescono ad abituarsi mai al distacco, un pò come quei vecchi cantanti che ogni volta, ad un passo dal palco e dopo anni di carriera, si emozionano prima di intonare la prima nota.
Certo, molto dipende dal ruolo che si ha nella chiusura di un rapporto. Se chiudi per tua scelta, affronti meglio tutto ciò che viene dopo. Se vieni invece costretto da contingenze o dalla controparte, tutto diventa più difficile, ed il dubbio che ci sia stato un errore, che fosse invece giusto continuare, si fa largo nella testa e vi dimora.
E lì è essenzialmente una mera questione di pazienza: bisogna accettare l'idea che quel tarlo si prenderà tutto il tempo necessario per sloggiare e che sognare minestre riscaldate è solo un modo come un altro invece per rendergli il soggiorno nelle nostre meningi estremamente più comodo.
Non si tratta di una cosa semplice; la vita, se non vi è stato spiegato, non è fatta solo di cose semplici. Perchè se così fosse, come accade ad ogni cosa che non ha il suo "negativo", le suddette cose semplici non potremmo neanche godercele.
Mi spiace, magari esagero in retoricità, ma un concetto semplice scioglie i nodi più complicati, una visione di insieme ridimensiona ogni singolo problema e te ne svela spesso una soluzione tanto inaspettata quanto ovvia.
Non abbiate paura di guardare avanti, neanche se il passato vi prende per i capelli e vi costringe, con la forza, a voltarvi.
C'è sempre davanti a voi una condizione talmente felice, da riscattare tutto ciò che è stato: dovete agire, fare un passo, darle la credibilità che di per sè stessa merita. Il resto e storia, è ricordo, è ciò che ci terrà compagnìa quando il tempo che ci rimane sarà la metà del tempo che è già stato.
Buona giornata.
BriXx
Dura, la vita del regista
Non mi va granchè di scrivere in questi giorni. Sono troppo preso con la mia vita per potermi dare alle riflessioni, le quali, si sà, sono sempre dannatamente postume.
Mi va però ogni tanto di macchiare questo blog con qualcosa. Stavolta lascio la parola ad un breve divertentissimo diario scritto da Woody Allen e pubblicato tradotto su La Repubblica.
A presto credo.
BriXx
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Woody Allen ha diretto Vicky Cristina Barcelona, che è uscito nelle sale americane la scorsa settimana e sarà distribuito nel resto del mondo tra l'autunno e l'inverno. Il grande regista newyorchese ha scritto questo diario per il New York Times.
2 gennaio
Ricevuta offerta per scrivere e dirigere un film a Barcellona. Devo stare attento. La Spagna è assolata e io mi copro di lentiggini. Anche a livello di soldi non è un granché, ma il mio agente è riuscito a strappare un decimo dell'1 per cento di tutti i guadagni realizzati dal film dopo che gli incassi avranno superato il tetto di 400 milioni in dollari in più rispetto alle spese.
Nessuna idea per Barcellona, a meno di non riuscire a riciclare la storia di due ebrei di Hackensack, New Jersey, che decidono di metter su un servizio di imbalsamazione per corrispondenza.
5 marzo
Incontrato con Javier Bardém e Penélope Cruz. Lei è incantevole e più sessuale di quello che avevo immaginato. Durante il colloquio mi sono incendiati i pantaloni. Bardém è uno di quei geni latenti che aspettano solo di essere plasmati da me.
2 aprile
Offerto ruolo a Scarlett Johansson. Ha detto che prima d'accettare il suo agente deve approvare il copione, poi lo deve approvare la madre, a cui è molto legata. Dopo di che lo deve approvare la madre dell'agente. A trattativa in corso ha cambiato agenti; poi ha cambiato madri. Ha un grande talento, ma a volte è un po' irrequieta.
1 giugno
Arrivato a Barcellona. Sistemazione di prima categoria. Hanno promesso all'albergo mezza stella l'anno prossimo se nel frattempo avranno installato l'acqua corrente.
5 giugno
Le riprese sono cominciate con qualche difficoltà. Rebecca Hall, nonostante la giovane età e nonostante sia al suo primo ruolo importante, è un po' più caratteriale di quel che pensavo e mi ha cacciato dal set. Ho spiegato che il regista dev'essere presente per girare il film, ma per quanto ci abbia provato non sono riuscito a convincerla e mi sono dovuto travestire da fattorino del catering per reintrodurmi di soppiatto sul set.
15 giugno
Il lavoro finalmente ingrana. Girata una torrida scena d'amore oggi tra Scarlett e Javier. Fosse stato solo qualche anno fa, la parte di Javier l'avrei fatta io. Quando l'ho detto a Scarlett, lei ha detto: "Ah", con un'intonazione enigmatica. Scarlett è arrivata in ritardo sul set. L'ho rimproverata aspramente, spiegandole che non tollero la svogliatezza nei miei attori. Lei mi ha ascoltato rispettosamente, anche se mentre parlavo mi è sembrato di notare che alzasse il volume del suo iPod.
20 giugno
Barcellona è una città meravigliosa. Quando giriamo le scene c'è sempre una folla di curiosi. Per fortuna capiscono che non ho tempo per firmare autografi e quindi importunano solo gli attori. Più tardi ho distribuito foto in formato A4 di me che stringo la mano a Spiro Agnew, offrendomi di firmarle, ma ormai la folla si era dispersa.
26 giugno
Riprese alla Sagrada Familia, il capolavoro di Gaudí. Pensavo che ho molto in comune col grande architetto spagnolo. Tutti e due sfidiamo le convenzioni, lui con le sue architetture sconvolgenti, io indossando un bavaglino con su disegnata un'aragosta sotto la doccia.
30 giugno
I giornalieri sembrano buoni; l'idea di Javier di aggiungere la scena imponente di un'invasione di marziani, con mille comparse in costume e complicati dischi volanti, non mi è sembrata un granché, ma ho deciso di girarla comunque per farlo contento, poi la taglierò in sala di montaggio.
3 luglio
Scarlett oggi è venuta da me con una di quelle domande che fanno sempre gli attori, "Qual è la mia motivazione?". Le ho risposto: "Il tuo salario". Lei ha detto sì, va bene, ma ho bisogno di molta più motivazione per continuare. Circa il triplo. Altrimenti parto, ha minacciato. Io ho deciso di vedere il suo bluff e sono partito prima io. Poi è partita lei. A quel punto eravamo un bel po' lontani e dovevamo strillare per sentirci. Poi lei ha minacciato di abbandonare la barca. L'ho abbandonata anch'io e ben presto ci siamo ritrovati in un vicolo cieco. Nel vicolo cieco ho incontrato degli amici e siamo andati tutti quanti a bere: naturalmente alla fine è toccato pagare a me.
15 luglio
Ho dovuto di nuovo aiutare Javier con le scene di sesso. Il copione prevedeva che afferrasse Penélope Cruz, le strappasse i vestiti di dosso e la violentasse in camera da letto. Gli avranno pure dato l'Oscar, ma per le scene di passione gli serve qualcuno che gli faccia vedere come si fa. Ho afferrato Penélope e con un rapido movimento le ho strappato i vestiti di dosso. Destino ha voluto che non avesse ancora indossato il costume di scena, perciò quello che ho fatto a brandelli era il suo costoso abito da sera. Imperterrito, l'ho scagliata per terra di fronte al caminetto e mi sono lanciato su di lei. Quella sfacciata è rotolata via un secondo prima del mio atterraggio, causandomi la spaccatura di certi denti indispensabili sulle mattonelle del pavimento. Con un dentista bravo, entro agosto dovrei poter ricominciare a mangiare cibi solidi.
30 luglio
I giornalieri sembrano davvero fantastici. Probabilmente è ancora presto per cominciare a pianificare la campagna per l'Oscar. Ma buttare giù qualche appunto per il discorso di ringraziamento mi risparmierà un po' di tempo più avanti.
3 agosto
Immagino che sia uno degli inconvenienti del mestiere. Un regista è in parte insegnante, in parte strizzacervelli, in parte figura paterna, in parte maestro spirituale. C'è da stupirsi che col passare delle settimane Scarlett e Penélope si siano prese entrambe una cotta per me? Fragilità del cuore femminile. Vedo il povero Javier che mi guarda con invidia mentre le attrici mi divorano con gli occhi, ma ho spiegato al ragazzo che lo sfrenato desiderio femminile per un'icona del cinema, specialmente se dotata di quel mio sogghigno di fredda padronanza di sé, è qualcosa che bisogna aspettarsi. Quando la mattina arrivo sul set lavato e profumato, tra Scarlett e Penélope si scatena una contesa virtuale per il possesso del mio corpo. Non amo mescolare il lavoro con il piacere, ma per riuscire a portare a termine il film forse sarò costretto a saziare la bramosia di entrambe, a turno. Potrei concedere a Penélope il mercoledì e il venerdì, assecondando le voglie di Scarlett il martedì e il giovedì. Così rimarrebbe libero il lunedì per Rebecca, che ho fermato appena in tempo prima che si tatuasse il mio nome sulla coscia. Finite le riprese mi andrò a bere un bicchiere con le donne del cast e stabilirò alcune regole di base. Forse il vecchio sistema delle tessere annonarie potrebbe funzionare.
10 agosto
Oggi ho diretto Javier in una scena emotiva. Ho dovuto leggergli la sua parte per fargli vedere come recitarla. È sufficiente che mi imiti. Se prova a recitare di testa sua, tempo un minuto e si smarrisce. Poi si mette a piangere e si chiede come potrà continuare a vivere quando io non sarò più il suo regista. Io gli spiego educatamente ma con fermezza che deve cercare di fare del suo meglio senza di me e cercare di ricordarsi i miei suggerimenti. È servito a tirarlo su di morale: l'ho capito perché quando ho lasciato la sua roulotte ho sentito che lui e i suoi amici ridevano a crepapelle.
20 agosto
Ho fatto l'amore simultaneamente con Scarlett e con Penélope per cercare di farle star buone. Questo ménage a' trois mi ha dato una grande idea per il punto culminante del film. Rebecca continuava a battere alla porta e alla fine l'ho lasciata entrare, ma questi letti spagnoli sono troppo piccoli per quattro e quando è salita su anche lei io continuavo a cascare per terra. Oggi fine della produzione. Festa d'addio come al solito un po' triste. Ho fatto un ballo lento con Scarlett. Le ho fratturato un alluce. Non è stata colpa mia. Gliel'ho pestato quando mi ha piegato all'indietro per il casqué.
25 agosto
Penélope e Javier non vedono l'ora di lavorare nuovamente con me. Mi hanno detto, "Se hai un'altra sceneggiatura, prova a scovarci". Brindisi d'addio con Rebecca. Momento sentimentale. Tutti quelli del cast e della troupe hanno fatto una colletta e mi hanno regalato una penna biro. Ho deciso di intitolare il film Vicky Cristina Barcelona. I capi della produzione hanno visto tutto il girato. A quanto sembra gli piace da impazzire, fotogramma per fotogramma: per la prima, stanno pensando a un lebbrosario. Eh, potere vuol dire solitudine.
Copyright 2008
Woody Allen - All Rights Reserved
Traduzione di Fabio Galimberti
(1 settembre 2008)
La nostra vita nuova...
Che spettacolo questo pezzo...testo e musica incredibili.
Gazzè è uno di quegli artisti da cui pretendo molto e ricevo sempre altrettanto.
"Questa volta sembra proprio vero
che qualcosa sta cambiando
come fili di vento leggero
le nostre vite allo sbando
Come il caldo che scioglie l'inverno
quello che resta del giorno
ha un sapore diverso, diverso
Quando tu compari piano
sulla mia parete bianca
appena dipinta
da un'incatentevole mano
Come l'alba che abbaglia l'inverno
quel che resta del buio
ha un colore diverso, diverso
Questa volta non avrò paura di sbagliare ancora
tu mi dai la forza e quel senso della vita che non c'era
l'infinito immenso stava qui sospeso con il fiato in gola
ad aspettare fino adesso la nostra vita nuova
Ora parla al tuo compagno
e digli che l'amore spiega
le cose che la gente nega
le cose che tutti fanno
Come il caldo che scioglie l'inverno
quello che resta del giorno
ha un odore diverso, diverso
Questa volta non avrò paura di sbagliare ancora
tu mi dai la forza e quel senso della vita che non c'era
l'infinito immenso stava qui sospeso con il fiato in gola
ad aspettare fino adesso la nostra vita nuova."
Memorandum
"Miciuiiiiiiiiiiit, Miciuaaaaaaaaaaat,
Moll, moll, moll, moll, moll,
Mollezzitollili, mollezzitollili"
Incredibile...
Ogni volta rimango un quarto d'ora a cercare di capire come abbia fatto...e soprattutto come gli sia venuto in mente.
Geniale...
BriXx
Mutamenti
Il mio novantesimo post è frutto di una riflessione di un "quasi trentenne" che legge di suoi coetanei, di diversa nazionalità, in condizioni di vita disastrose.
Stamattina il sito de La Repubblica riportava un articolo sullo stato di degrado della pineta adiacente alla residenza estiva del Presidente della Repubblica tra Roma e Ostia. Un posto dove un' improvvisata baraccopoli fa da tetto a prostituzione, condizioni igieniche e di vita disastrose, droga ed è soggetta alle frequenti attenzioni dei piromani.
In questo scenario vergognoso vivono però delle persone, spesso, se non sempre, di altra nazionalità. Una di queste, Daniela, una ragazza romena di 38 anni, viene intervistata e spiega come mai lei e suo marito abbiano scelto di vivere in Italia, in quelle condizioni disumane.
Mostra una foto del loro bambino di 5 anni, rimasto nel loro paese natìo, al quale devolvono tutti i loro risparmi.
Mi sono subito chiesto quanto, qui in Italia, si sia lontani dal tornare ad una condizione del genere.
A quasi 30 anni ho un lavoro stabile, in regola, ma che non mi consente di gettare le basi per un mutuo decente e per pensare ad avere figli a brevissimo termine.
E' già un pò che mi chiedo se non sia il caso di andare fuori a cercare qualcosa (anche se non pensavo ai racket criminali), se non si sia davvero creata una situazione tale per cui sia una necessità emigrare in un altro paese e programmare quindi altrove il proprio futuro, inteso come lavoro, famiglia, casa.
Ho alcuni dei miei più cari amici che hanno preso questa strada: chi Scozia, chi Stati Uniti, chi ancora non ha piantato una bandierina per più di due settimane. Si tratta di scelte difficili, ma, spesso, di soluzioni forzate. Il mondo oggi ti spinge a cercare "l'America" ovunque essa si trovi e se non ci si adegua l'alternativa che si sceglie è comunque altrettanto dura.
Cosa fare...
Per ora si rimane in ascolto, per vedere cosa porta il vento. E' un atteggiamento passivo, ma saggiamente povero di avventatezza.
Aspetto di capire cosa questo paese possa darmi, cosa prevede per i miei figli, cosa per la mia vecchiaia per poter poi scegliere se premiarlo o meno con la mia presenza, con la mia partecipazione alle sue sorti sociali ed economiche.
Intanto, mai come ora, mi sento vicino a chi parte per costruire, a chi si sacrifica per dare un futuro ad un bambino di 5 anni lontano centinaia o migliaia chilometri.
BriXx
Sardegna 2008
Ore 11: sono appena passato a salutare mia madre e Marco mi squilla: è il segnale che è arrivato, è sotto casa e mi aspetta.
I bagagli sono tutti pronti, faticosamente ordinati e raggruppati in due borse la mattina stessa, proprio all'ultimo momento, come da sempre ho fatto nella mia vita.
L'eccezione in questo caso è l'attrezzatura per le immersioni: accuratamente sistemata e ispezionata nei due giorni precedenti la partenza.
Una stretta di mano, un caffè al bar sotto casa e si parte.
Roma è calda, caldissima nelle mattinate di Luglio. Il sole che si stende sul cruscotto ci anticipa che verrà in vacanza con noi.
Il cielo è terso e il morale, come sempre quando si parte, vive alti e bassi contrastanti. L'eccitazione per tutto ciò a cui si sta andando incontro, la tristezza per ciò che non si è riusciti a portare con sè.
In un'ora circa comunque la nostra Ford grigia arrivia al porto di Civitavecchia, ci avviamo all'imbarco e troviamo frescura e ristoro al bar antistante il molo principale.
Marco va in Sardegna tutti gli anni. I suoi hanno casa lì da più di vent'anni ed è da bambino che vive posti ed odori di quel luogo.
E' sereno: mi parla di ciò che faremo e troveremo con naturalezza.
Non lo seguo che con l'immaginazione: ma mi basta. Ho la certezza che a breve toccherò con mano tutti i suoi argomenti di discussione.
Nel frattempo, tra una chiacchiera e l'altra, vediamo incolonnarsi le auto, nostre compagne di traversata, tutte piene come uova.
Il viaggio in traghetto durerà circa 4 ore, forse poco più. Lo passiamo guardando un film con il pc portatile e chiacchierando ancora.
Come nei film di pirati e capitani coraggiosi, è strana e piacevole la sensazione di una striscia di terra all'orizzonte che ti sorprende quando attorno a te è solo mare, per ore. Il porto di Olbia ci abbraccia e ci porta lentamente sino al molo destinatoci. Ci godiamo l'attracco dal ponte superiore e il vento fresco della sera ci porta l'odore dolce e caratteristico del mirto misto a quello della salsedine.
In auto il viaggio è breve fino all'aeroporto: abbiamo un'ora prima che arrivi la terza componente della casa da Milano e ne approfittiamo per una breve sosta al bagno e un trancio di pizza.
Una breve chiacchierata con la nuova arrivata e poi subito in macchina. Ci aspetta un viaggio di circa un'ora e mezza da Olbia al Golfo dell'Asinara su strade capricciose e poco illuminate e una prima, indispensabile pulizia di una casa chiusa dall'estate precedente.
Finiamo di fare tutto, siamo stanchi. C'è rimasta solo la notte.
La nostra prima settimana di vacanza è stata un copione ridondante: la mattina ci si alzava con calma, si preparava il necessario per immersioni e pranzo in spiaggia e si sceglieva la meta.
Due puntate a Cala Serraina e a Tinnari ci hanno regalato una pesca abbondante e degli scenari che ti riempiono la mente e gli occhi.
La Sardegna, si capisce sìn da subito, è un luogo incantevole, selvaggio per molti tratti, dai colori intensi e ben miscelati. Di notte si ricopre di una quantità inusitata di stelle molte delle quali cadenti.
La compagnìa poi è stata gradevolissima e mi piace citare, tra tutti, alcuni nomi in particolare: Marco (naturalmente), Paolo, Silvia e Valerio Mattia da Ancona, Bube e Nicola (ospitalissimi) da Lucca, Valentina, Silvio e Luisa da Milano e Fausto da Sassari, Carla con il marito, Giannina, Salvatore e Teresa, autoctoni, Alessandro (e consorte) di Grosseto, Oscar (conosciuto in discopub) da nonsodove.
Se comunque la prima volta capita di andare in Sardegna da soli o con amici, è poi inevitabile sognare di crearsi un'ulteriore occasione da vivere con una persona al proprio fianco.
Vedremo se riuscirò a portare a compimento la cosa.
La Sardegna è un posto sufficientemente isolato da creare strani pensieri. Quando si mette così tanto mare tra sè e il posto in cui si vive è bene che non si lasci nulla di irrisolto alla partenza. Altrimenti, com'è successo a me, non si è mai veramente nel posto in cui si vorrebbe essere.
I giorni lì però mi hanno comunque regalato molto: lunghe battute di pesca subacquea ad esempio, in fondali ricchi di vita, vari, colorati.
La cosa più bella in assoluto, capitata ben due volte, è stata l'aver trovato un'ostrica sul fondo, essere risaliti in superficie, averla aperta col pugnale e averla mangiata così com'era. Sono cose che non hanno prezzo.
Quasi a pari merito l'incredibile sensazione dell'essere sceso (e rimasto) ad oltre 15 metri di profondità, dove il mondo per le orecchie è un sibilo, per il tatto è acqua e roccia, per l'olfatto è nulla, per il gusto è sale e per gli occhi è il paradiso.
Da solo, o con un compagno che si muove con te fra anfratti, alghe e archi di roccia, le sensazioni che questo tipo di esperienza può donare non sono descrivibili. Vanno provate, o bisogna accontentarsi della pallida immagine partorita dai racconti di chi queste cose preferisce viverle.
Per questo e per tutto ciò che ho raccontato finora, aspetto con ansia la mia prossima volta.
BriXx





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