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De.licio.us

Ci siamo

di brixio (13/11/2009 - 11:24)

Sembrava una cosa così, senza fondamento. Il carretto tirato avanti da una sola persona, convinta che l'idea fosse davvero buona e che avesse davvero in serbo dei buoni frutti.

Non è stato così: pian piano chiunque fosse stato incluso in questo progetto ha deciso di collaborare attivamente. Lo dimostra la brusca accelerazione dell'ultimo mese, la concretizzazione di alcuni aspetti pratici, l'imminenza della partenza, la condivisione di idee per il futuro.

E chissà che la nostra voglia di emergere non sia davvero l'aspetto determinante del gioco.

Certo è che tutti e 4 abbiamo frustrazione da vendere: fare ciò che facciamo nel posto in cui lo facciamo non è altro che la via più sicura per arrivare a stress e, probabilmente, disoccupazione nel più breve tempo possibile.

Avevamo bisogno di un'alternativa. E se l'alternativa non la si trova la si crea. E se i soldi mancano ci si organizza a basso costo o a costo 0.

L'idea per certi versi è davvero tutto: è tutto ciò che si ha a disposizione, ma è anche tutto ciò che realmente serve (se escludiamo le botte di culo di una certa levatura :) ).

Siamo carichi, motivati, arrembanti. Non possiamo fallire!!!

 

BriXx

 

 

 

I "casi italiani"

di brixio (29/09/2009 - 12:16)

Fa male vedere che alcune voci tradizionalmente pulite e rassicuranti rimangano puntualmente inascoltate, quasi afone.
C'è da puntare i riflettori su questo caso di aggressione al giornalismo d'inchiesta italiano che da sempre punge e schiva per poi pungere ancora. Non c'è parte politica che non abbia inveito contro la Gabanelli e il suo pool di giornalisti fidati.
Da qualche giorno però gira voce che la Rai non intenda più fornire assistenza legale ai giornalisti di Report, aggiungendo così difficoltà non da poco ad una situazione che di certo leggera non è (30 cause in corso allo stato attuale).
A questo breve preambolo faccio seguire l'intervista che il Corriere della Sera ha fatto alla Gabanelli. Il testo che segue quindi è l'intervista completa, consultabile anche direttamente dal sito del corriere alla cliccando qui.

__________

Luigi Ferrarella, sulle pagine di questo giornale, ha sollevato un problema che condivido e mi tocca da vicino: la pressione politica (che in Italia è particolarmente anomala) sul condizionamento della libertà d’informazione forse non è l’aspetto più importante, anche se ciclicamente emerge quando coinvolge personaggi noti. Per questo facciamo grandi battaglie di principio e ignoriamo gli aspetti «pratici». Premesso che chiunque si senta diffamato ha il diritto di querelare, che chi non fa bene il proprio mestiere deve pagare, parliamo ora di chi lavora con coscienza. Alla sottoscritta era stata manifestata l'intenzione di togliere la tutela legale.

La direzione della terza rete ha fatto una battaglia affinché questa intenzione rientrasse, motivata dal dovere del servizio pubblico di esercitare il giornalismo d’inchiesta assumendosene rischi e responsabilità. Nell’incertezza sul come sarebbe andata a finire ho cercato un’assicurazione che coprisse le spese legali e l’eventuale danno in caso di soccombenza dovuta a fatti non dolosi. Intanto sul mercato italiano, di fatto, nessun operatore stipula polizze del genere, mentre su quello internazionale questa prassi è più diffusa. Bene, dopo aver compilato un questionario con l’elenco del numero di cause, l’ammontare dei danni richiesti e l’esito delle sentenze, una compagnia americana e una inglese, tenendo conto del comportamento giudicato fino a questo momento virtuoso, si sono dichiarate disponibili ad assicurare l’eventuale danno, ma non le spese legali. Sembra assurdo, ma il danno è un rischio che si può correre, mentre le spese legali in Italia sono una certezza: le cause possono durare fino a 10 anni e chiunque, impunemente, ti può trascinare in tribunale a prescindere dalla reale esistenza del fatto diffamatorio.

A chi ha il portafogli gonfio conviene chiedere risarcimenti miliardari in sede civile, perché tutto quello che rischia è il pagamento delle spese dell’avvocato. L’editore invece deve accantonare nel fondo rischi una percentuale dei danni richiesti per tutta la durata del procedimento e anticipare le spese ad una montagna di avvocati. Solo un editore molto solido può permettersi di resistere. Quattro anni fa mi sono stati chiesti 130 milioni di euro di risarcimento per un fatto inesistente, e la sentenza è ancora di là da venire. Se alle mie spalle invece della Rai ci fosse stata un’emittente più piccola avrebbe dovuto dichiarare lo stato di crisi. Visto che ad oggi le cause pendenti sulla mia testa sono una trentina, è facile capire che alla fine una pressione del genere può essere ben più potente di quella dei politici, e diventare fisicamente insostenibile. Questo avviene perché non esiste uno strumento di tutela. L’art. 96 del codice di procedura civile punisce l’autore delle lite temeraria, ma in che modo? Con una sanzione blanda, quasi mai applicata, che si fonda su una valutazione tecnica «paghi questa multa perché hai disturbato il giudice per un fatto inesistente». Nel diritto anglosassone invece la valutazione è «sociale», e il giudice ha il potere di condannare al pagamento di danni puntivi «chiedi 10 milioni di risarcimento per niente? Rischi di doverne pagare 20». La sanzione è parametrata sul valore della libertà di stampa, che viene limitata da un comportamento intimidatorio. La condanna pertanto deve essere esemplare. Ecco, copiamo tante cose dall’America, potremmo importare questa norma. Sarebbe il primo passo verso una libertà tutelata prima di tutto dal diritto. Al tiranno di turno puoi rispondere con uno strumento politico, quale la protesta, la manifestazione, ma se sei seppellito dalle cause, anche se infondate, alla fine soccombi.

Milena Gabanelli
29 settembre 2009

__________



BriXx

15 Agosto

di brixio (15/08/2009 - 07:53)

Ferragosto, ore 5.45, suona la prima di 5 sveglie. Le prime tre un fastidioso beeep, la quarta è Mr. Sandman, l'ultima invece è un motivetto sudamericaneggiante.
Bastano appena per alzare membra stanche da notte corta dalla comoda sensazione di fresco del mio letto.
In un'oretta circa mi preparo il pranzo, stendo i panni messi a lavare di notte, mi infilo sotto la doccia, mi vesto (t-shirt e pantaloncino di rigore) e sono alla fermata del bus.
Non devo aspettare molto per fortuna, anche se quest' arietta fresca di primo mattino e la totale assenza di esseri umani per strada mi conforta.
Lì è proprio dove vorrei essere.
Arriva il 235, unico passeggero. Mi godo il quarto d'ora di tragitto con finestrini spalancati e il rumore-non-rumore dell'estate romana inoltrata.
Verrebbe da ringraziarli tutti i romani che sono scappati, lasciandomi in custodia questo posto immenso.
Non sono mai arrivato a lavoro così rilassato. Non posso fare a meno di pensare a tutte quelle persone che non concepiscono il ferragosto in città, in ufficio. E a tutte quelle mattine imbottigliato in ore di traffico nevrotico e frustrato.
Il ferragosto è uno stato mentale: è festa ovunque ci si trovi. E' comunque un relax autoindotto, non si trova solo in alcuni posti del mondo.
Mi piace pensarla così oggi che ho riscoperto lo strano "piacere" di trovarmi in un ufficio deserto, con musica alta, e una pagina bianca su cui scrivere.
Ad ognuno il suo ferragosto allora.
Mi godo il mio.


BriXx

"Il Fatto"

di brixio (08/06/2009 - 14:14)

E’ ufficiale, dopo l’annuncio nella conferenza pisana, il nuovo quotidiano diretto da Padellaro partirà a settembre.

"Il nostro giornale avrà 16 pagine, tutte a colori. Uscirà sei giorni a settimana, tranne il lunedì. Sarà un giornale di carta e un giornale web. Sarà diretto da Antonio Padellaro. Avrà una redazione di giovani agguerriti. Si avvarrà di un gruppo di firme, di inviati di punta e di autori satirici che hanno condiviso con noi la lunga battaglia contro il regime berlusconiano, senza sconti per un’opposizione troppo spesso complice."

Sono le parole di Travaglio che sul suo blog fornisce alcuni dettagli sulla nuova testata. Come già detto nello scorso articolo, è possibile prenotare l’abbonamento al giornale qui:

telefono 02-66506795
fax 02-66505712
mail: dettofatto@ilfatto.info

Dal momento che il giornale non riceverà finanziamenti pubblici, e che tutto il suo sostentamento deriverà dai lettori che lo acquisteranno - è previsto un break even (ovvero pareggio di bilancio) a 10000 copie vendute - sarà importante avere una quota consistente di abbonati.

Sostenendo l’informazione libera si sostiene il pilastro stesso della democrazia e della libertà, non facciamoci intorpidire dal mal costume.

 

(Articolo interamente importato da ThePopuli )

 

BriXx


30 anni

di brixio (17/05/2009 - 10:21)

Ahi ahi, siamo a 30: ed è così tanto tempo che non metto mano al blog da aver avuto qualche attimo di esitazione nel ricordarmi come caricare un'immagine nel post.
Di solito non faccio molto caso alle date, agli anni. Mentre il mondo festeggiava il 2000 e ne temeva insieme l'avvento, io ero a casa a dormire dopo una cena veloce.
Di solito non faccio molto caso alle date, agli anni.
Me lo diceva la mia professoressa di storia al liceo: non contestualizzavo le vicende, me ne interessavo come fossero racconti d'avventura separati.
Di solito non faccio, quindi, molto caso alle date, agli anni. Ieri sera però, allo scoccare della mezzanotte, allo scoccare del mio trentesimo anno, ho avuto un pò da pensare. Mi sono voltato per vedere cosa avessi lasciato dietro di me. Ho dato spazio ad un pò di pensieri tristi, di vicende oscure, di cose che di solito devo lasciare da parte.
E' tutto molto strano: la mia mente rivive nitidamente tutto a distanza di molti anni, ma il mio corpo spesso fa fatica a ricordare le sensazioni. Hanno decisamente un diverso concetto del tempo che passa: e più si prosegue, più il distacco diventa netto e insanabile.
Quant'è bello però vederli dialogare ancora. Lei, la mente, che lo richiama, gli chiede di aspettare, di fermarsi con lei a rivedere quelle proiezioni di vecchi film della mia vita. Lui, il corpo, sempre di fretta, sempre di corsa, è già al botteghino a comprare i biglietti per il film successivo: qualunque esso sia.
Dopo trentanni di matrimonio tra i due, a vedere scene così viene da ridere e fa tenerezza però notare che, nonostante tutto, sappiano ancora prendersi cura l'uno dell'altra.
Tutto funziona bene allora. Le botte non ci hanno turbato. C'è ancora tanta strada davanti.
E allora sto tranquillo e non faccio caso alle date, agli anni. Me lo dico da solo: 30 è un numero. Io rimango 1, che è poi l'unico numero che davvero mi interessa.

BriXx

Imbavagliati

di brixio (29/01/2009 - 16:03)

E' un discorso un pò complesso, lo so e probabilmente potrò fare un pò di confusione. Chiedendovi scusa in anticipo, metto un pò le mani avanti.

Negli ultimi giorni s'è scatenata un pò di polemica attorno ad un fatto di cronaca che quasi scade nel frivolo.

Il giovane e popolare cantautore Povia presenterà quest'anno, al Festival di Sanremo, un brano intitolato "Luca era gay". L'ho scoperto qualche sera fà, al termine di uno zapping selvaggio che mi ha dirottato su Porta a Porta dove, come al solito, gli ospiti li si becca spesso ad urlare.

Vedere qualcuno che aggredisce Povia (per cui I bambini fanno oh e che Vorrebbe avere il becco) è però abbastanza singolare. Sembra un essere davvero innoquo.

La motivazione, dopo un paio di minuti, si è palesata in tutto il suo squallore.

Dal titolo del pezzo in concorso a Sanremo, l'Arcigay pare avesse intuito una serie di argomentazioni inaccettabili e che chiedesse quindi conto, al cantautore e agli organizzatori dell'evento, dei presunti contentenuti offensivi della canzone.

Ora, la cosa già così ovviamente risulta assurda. Vi ricordo che il testo delle canzoni in concorso, così come la melodia,è Top Secret, quindi appare davvero assurdo lamentarsi per qualcosa che potrebbe non esistere nè in cielo nè in terra.

Ma il problema è un pò più profondo è assolutamente non circoscritto strettamente alla suddetta vicenda.

Il termine politically correct vi dice nulla?

Certamente è un'espressione già sentita, ma chi ne conosce il vero significato?

Cito, da Wikipedìa:

"L'espressione politicamente corretto (traduzione letterale dell'inglese politically correct) designa una linea di opinione e un atteggiamento sociale di estrema attenzione al rispetto generale, soprattutto nel rifuggire l'offesa verso determinate categorie di persone. Qualsiasi idea o condotta in deroga più o meno aperta a tale indirizzo appare quindi, per contro, politicamente scorretta (politically incorrect): cioè, alla stregua di questa visione, inaccettabile e sbagliata."

Ed è come voler dire che qualsiasi cosa, sia essa esterna e/o contraria al concetto di politically correct, non solo non meriti di essere considerata valida, ma addirittura vada tacciata di erroneità.

Ora, il politically correct è una misura restrittiva che nasce negli anni '30, come segno distintivo della classe politica statunitense di sinistra, ma ebbe la sua prima applicazione "di massa" alla fine degli anni '80, per contrastare una dilagante vena razzista nelle scuole e nella società americana. Consisteva, in sintesi, nel divieto di utilizzare parole che identificassero con disprezzo la popolazione di colore.

I termini blacks, niggers e negros, vennero sostituiti con il più "dolce" afro-americans. Chiunque venisse meno, nelle scuole, a questa seplice, rigida regola, poteva veder rovinata da una serie di richiami la propria carriera accademica.

Molte persone hanno individuato in questo tipo di provvedimenti un'ipocrisia di fondo: a cosa serve, infatti, cambiare le parole se il pensiero che è alla base del loro utilizzo rimane radicato nelle persone?

Secondo il giornalista e opinionista Furio Colombo, cito testualmente sempre da Wikipedìa, "il politically correct non si propose di risolvere determinati problemi, ma ha inteso invece fissare delle norme preliminari per una civile discussione su di essi, come del resto lui spiega in America e libertà, rivolgendosi a un certo gruppo etnico o culturale nei termini che il gruppo stesso ha scelto, si dimostrano un rispetto e una volontà di dialogo che aumentano le possibilità di successo nella discussione successiva".

Il politically correct favorisce quindi una discussione risolutiva su temi importanti,direi addirittura critici del sociale. Non ha la funzione di indicarci cosa sia giusto e cosa non lo sia, ma è una norma comportamentale stabilita perchè il vero problema, quello identificato prima dell'istituzione della norma di comportamento, venga risolto più agilmente.

Noterete la distanza di quest'ultima posizione dall'uso che attualmente se ne fà. E' quasi di ogni giorno il fastidioso gracchiare di gruppi come l'Arcigay o le Associazioni di Cultura Ebraica (per elencarne due molto attivi), contro veri o supposti attentati alla politically correctness nel nome non di una discussione "risolutiva", ma di una chiusura, di un'autoghettizzazione, di un trincerarsi dietro una propria ragione che si sbandiera inoppugnabile.

Vien da pensare che queste associazioni temano la perdita di potere e di consensi ancor di più che la mancanza di proposte risolutive e conciliatorie da sostenere.

Ha senso parlare di antisionismo se si contestano i metodi con cui Israele trucida i palestinesi? Ha senso (parlo di Mancuso, dell'Arcigay) prendersela con alcuni gruppi di poche persone che credono che l'omosessualità sia una malattia curabile, quando il 17 Maggio 1990 l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha formalmente dichiarato che "L'omosessualità è una variante naturale della sessualità"?

Ha senso, in generale, attaccare invece che spiegare, educare, dimostrare? Ed ha forse senso cercare la parola giusta per pensare qualcosa di sbagliato?

Sto cominciando quindi a dubitare dell'esattezza di qualcosa, solo perchè ha un marchio di qualità. Esistono tante incredibili varietà di pensiero per ogni evento e sfruttare il nostro senso critico per coglierne quante più possibili e sceglierne fra loro quella che crediamo possa risolvere problemi e contrasti è forse l'atteggiamento migliore. Soprattutto di questi tempi.


Cordialmente vostro, terrone e irriverente.

 

BriXx

Ancoraaaaaa

di brixio (22/01/2009 - 12:39)



Oddio...non riesco a smettere!!

BriXx

Cartellonistica

di brixio (22/01/2009 - 12:37)



Questo è fantastico !!!

BriXx

Sigla Simpsons (da guardare!)

di brixio (22/01/2009 - 12:26)



Bellissima !!! BriXx

Riflessioni divertenti

di brixio (15/01/2009 - 17:03)

Qualche sera fà, tornando dal mio weekend passato tra Spagna e Portogallo, in aereo riflettevo su una cosa.

Per addomesticare al volo anche coloro i quali temono i viaggi in aereo, una delle trovate più indovinate è stata quella di paragonare la mortalità in aeroplano con quella in automobile.

La cosa naturalmente è tutta sbilanciata verso il settore auto. Piloti non professionisti in centinaia di milioni di autoveicoli che si incrociano tra loro. Ovviamente queste condizioni non possono che produrre risultati disastrosi.

Ero seduto a destra in aereo, accanto alla porta di sicurezza, il cui oblò dà ovviamente sull'ala destra. A portata di vista quindi, una delle due turbine. E' inevitabile, soprattutto durante la virata, pensare che se il motore si rompe, sò bei cazzi. Da lì l'illuminazione.

Quante macchine, inaspettatamente, hanno guasti al motore? Quante volte un auto ti lascia in panne sul ciglio della strada?

Naturalmente l'evento non è letale sulla terra ferma, ma quando svolazzi per il cielo, il fatto che un motore decida di fermarsi non è presagio di cose buone. Anche perchè il pilota non può mettersi in maniche di camicia, scendere dal mezzo, aprire il cofano e farlo ripartire.

Sono grato quindi pubblicamente a chi si occupa della manutenzione degli aeroplani, perchè ogni volta che decidono di non lasciare al caso o alla buona sorte il destino di una turbina hanno probabilmente salvato qualche vita :-)

BriXx

auguri_buon_natale

di brixio (20/12/2008 - 10:32)

Scrivere sul blog, è scrivere quando hai da dire e nessuno ti ascolta. Avviene spesso, quasi sempre, quando ci si sente un pò soli. Il Natale acuisce questa sensazione, credo.
E' un pò di tempo che non lascio tracce evidenti, eppure ogni tanto mi affaccio, un pò lettore, per vedere se qualcosa s'è mosso.
Ovviamente, non avendo co-autori, capirete bene che... :-)
Ad ogni modo: la visita di stamattina è nient'altro che una fugace apparizione prima della mia partenza per Napoli. Lo scopo, in sintesi, è quello di poter augurare, a chiunque come il sottoscritto periodicamente controlli questo blog, un buon Natale e un sereno anno nuovo.
Ognuno tragga le conclusioni dei 366 giorni del 2008 e ne riesca a fare profitto per gli anni che saranno.
Ognuno si guardi indietro con coraggio e sappia ammettere errori e riconoscere intuizioni, far tesoro delle proprie colpe e costruire con rinnovato vigore. Che sia per molti, ma spero per tutti, davvero l'occasione di tentare vie chiare, conciliatorie, viali di fiducia e non vicoli ciechi.
Aspetto al varco molte cose, molte novità, e scrivere i miei propositi non può che aiutarmi a renderli un tantino più "reali" per me e, forse, anche per chi legge.
Buon Natale, cari lettori: ci rivedremo, credo, l'anno prossimo :-)

BriXx

Mr. Bob Stroger

di brixio (20/11/2008 - 15:21)

Ieri sera, con la mia amica (ed ex insegnante di inglese) Ann, sono andato al Big Mama, localino a Trastevere già menzionato nel post sulla Tony Cerqua Gang Band. Non voglio spendere troppe parole sulla qualità e l'intensità del concerto. Riporto invece fedelmente le parole del sito del locale che descrivono l'onoratissima attività di questo incredibile bassista americano. Il chè dovrebbe bastare a farvi capire di che mostro sacro si trattasse e che confidenza con il pubblico potesse avere.
Un vero animale da palco, nonostante la veneranda età. Tanto di cappello.


Signore e signori, vi presento Mr. Bob Stroger.


Bassista e cantante, da alcuni definito l’autentico erede di Willie Dixon. Plurivincitore di Blues Awards, ultimo tra cui il premio della celebre Blues Foundation come “Miglior Bassista Blues del 2008”.
Presente nel prossimo film di Spike Lee “The Perfect Era of Rock and Roll” insieme a Pinetop Perkins, Willie Big Eyes Smith, Hubert Sumlin e Sugar Blue.

BOB STROGER (Haiti, Missouri)
Robert Stroger è uno tra i più leggendari bassisti ancora oggi attivi. Trasferitosi nel West Side di Chicago nel 1955, vivendo in un appartamento alle spalle di un club ove le basse frequenze delle band di Howling Wolf e Muddy Waters facevano tremare le pareti, egli comprese cosa sarebbe voluto diventare nella vita: un bassista di blues.

La carriera musicale di Stroger cominciò con una band propria, formata insieme al fratello John. Suonò insieme a Willie Kent e quindi nella jazz band di Rufus Forman. Successivamente divenne asse portante del combo Eddie King and the King Men, la cui collaborazione si protrasse per oltre 15 anni. Con essi incise nel ‘65 il suo primo 45 giri dal titolo “Love You Baby”. L’incontro con Otis Rush, alla ricerca di un bassista per un tour europeo, gli schiuse le porte della scena blues che conta. Le sue collaborazioni annoverano artisti del calibro di Sunnyland Slim, Louis Meyers, Jimmy Rogers, Odie Payne, Eddie Taylor, Willie Mabon, Hubert Sumlin, Jimmy Walker, Luther Tucker, Bo Didley, James Cotton, Kim Wilson, Pinetop Perkins, Fenton Robinson, Zora Young, Big Time Sarah, Deitra Farr e molte altre personalità di spicco del panorama blues.
Bob Stroger è stato un maestro nella definizione del “walking”, tipico stile bassistico di accompagnamento nel Chicago Sound. Il suo relax ed understatment lo rendono ancora richiesto in studio di registrazione. Egli ha, infatti, partecipato alle produzioni discografiche di una trentina di artisti diversi: Eddie Taylor, Otis Rush, Jimmy Rogers, Lousiana Red, Buster Benton, Mad Dog Luster, Homesick James, Larry Burton, Eddie King, Big Bill Morganfield, Mississippi Heat, Big Bill Hickey, Big Four, Snooky Pryor ecc..
Sebbene abbia suonato anche Jazz e R&B, lo stile musicale con cui Bob Stroger meglio s’identifica è decisamente il Blues. Nei suoi quasi 50 anni di carriera, ha costituito sezioni ritmiche di prim’ordine insieme a batteristi del calibro di Odie Payne Jr., Fred Below, Robert Covington, S.P. Leary, Ted Harvey, K.C. Jones, Sam Lay, Jessie Green, Willie "Big Eyes" Smith, Billy Davenport, praticamente il top del batterismo blues mondiale.
Sarà accompagnato in questo tour dalla “European Band”, progetto nato, come dice il nome stesso, dall’incontro in terra statunitense di musicisti provenienti da diverse parti dell’Europa, in particolare Italia, Spagna e Francia, con numerose ed importanti esperienze nel circuito musicale a livello internazionale.


THE EUROPEAN BAND

Luca Giordano (Guitar & Vocals - ITALIA)
giovane musicista abruzzese che ormai da anni collabora con grandi nomi del Blues statunitense, come ad esempio JW Williams, bassista di Buddy Guy & Junior Wells, Chris Cain, Nellie Tiger Travis, Sharon Lewis, Les Getrex, Shirley King (figlia del re del Blues BB King), James Wheeler e molti altri.
Negli ultimi tre anni passati a Chicago Luca viene preso a suonare per due mesi nella band di JW Williams in sostituzione di Shun Kikuta, chitarrista di Koko Taylor. Collabora con Les Getrex & The Creole Cookin Band e Sharon Lewis & Texas Fire per un lungo periodo di tempo esibendosi nei più importanti club di Chicago come Rosa’s Lounge, Kingston Mines, BLUES, Blue Chicago, Green Dolphin, House of Blues, Nick’s Uptown ed infine si esibisce al Chicago Blues Festival 2006 con Calvin Fuzz Jones, Willie Big Eyes Smith e Aaron Burton, ed al Chicago Blues Festival 2008 con James Wheeler & Rosas Lounge AllStars Band.
In Italia collabora regolarmente con due dei suoi primi maestri Pippo Guarnera e Vince Vallicelli

Quique "Beer" Gómez (Harmonica & Vocals - SPAGNA)
Sottratto temporaneamente alla sua formazione spagnola "Juan Bourbon Juan Scotch Juan Beer" di cui è bandleader, è considerato uno dei punti di riferimento per gli amanti madrileni del Blues. Vanta presenze nei migliori festival Europei, tra cui ricordiamo il Cazorla Blues Festival, palco su cui si esibisce diverse volte aprendo per artisti come Little Charlie & Nightcats e Kim Wilson. Amante di Little Walter e degli Aces, e fan di Sonny Boy Williamson, dichiara apertamente che il suo musicista preferito è Charlie Parker.

Fred Pg (Guitar - FRANCIA)
Considerato uno dei migliori chitarristi mancini Francesi, Fred Pg vanta collaborazioni con numerosissimi musicisti di livello internazionale. Attualmente collabora con l'ex batterista di Luther Allison, Zach Prather, con Jeremia Marques, e con Peaches Staten solo per citarne alcuni. I suoi progetti vanno dal Blues al Jazz al Gipsy Jazz Manouche al Funky, portandolo ad esibirsi in Florida, Chicago e praticamente in tutta Europa.

Guillaume Destarac (Drums - FRANCIA)
Il più giovane della band, talentuoso batterista francese attualmente residente in Spagna. Studia batteria in una delle più importanti scuole jazz di Tolosa, per poi intraprendere la strada della musica live in tutta Europa. Al momento è parte della band dell'armonicista francese Nico Wayne Toussant con cui si esibisce nei più grandi festival Europei.


BriXx

E non godi solo a metĂ 

di brixio (16/11/2008 - 11:48)

Si tratta di una sciocchezza, di una pinzillacchera per dirla alla de Curtis, ma è anche una cosa piuttosto singolare.
Stamattina al supermercato ero davanti al banco frigo, indeciso sul prendere o meno dei wurstel per gli hot-dog.
Dopo quest'attimo di empasse mi decido, convinto dalla visione del gustoso salsiccio nel panozzo con salsine, e ne prendo due pacchi.
Concentrato poi sul resto delle compere non mi soffermo su quello che credo sia il tipico atto di chi fa spesa quand'è già affamato.
Una volta a casa, sistemo le cose, mi preparo i miei beati hot-dog e mi metto a lavorare al pc.
Mentre li mangio mi torna in mente la sensazione provata davanti al banco frigo. Capisco che non ho solo visto un'hot-dog, ma proprio un tizio che li mangiava. Mi concentro, il tizio ha una faccia, ha delle movenze, mi è dannatamente familiare. Cazzo! Brad Pitt!
Com'è possibile?
Passo la successiva mezzora a testare con stupidi trabocchetti mentali la mia eterosessualità e riesco, una volta accertatomene e rassicuratomi, a cominciare ad analizzare lo strano fenomeno.
Brad Pitt. Dov'è che gli ho visto mangiare un hot-dog? Idea! Lampadina! The Sleepers, fuori al tribunale! Ne divora uno come se non ci fosse un domani, e i pezzi del puzzle cominciano a incastrarsi.
Brad Pitt è bello da veder mangiare. Ha un mascellone che si muove come gli assi delle ruote dei treni a vapore.
Mi manca qualcosa però...
Brad Pitt non lo fa solo in quel film. Lo si becca spesso a mangiarsi qualcosa, nel 90% dei casi si tratta di un qualcosa che mangia con le mani e nel 100% di quest'ultimo caso, alla fine si lecca le dita con schiocco.
Porca miseria...ecco cos'è...Brad Pitt mangia!
A parità di mascella se Ridge di Beautiful avesse mangiato altrettanto nelle sue apparizioni avrebbe certamente eguagliato il biondo collega.
Comincio a sospettare che, come a suo tempo la Fennec fosse la donna più pulita del cinema italiano (per le frequenti scene di doccia), oggigiorno Brad Pitt sia l'attore più vorace di Hollywood.
Qualcuno deve aver notato la cosa...avrà notato che la sua aria soddisfatta piaceva a chiunque e quanto il giochetto con le dita e il movimento del mascellone forse piacesse alle donne. Ora ho il sospetto che a Brad Pitt, per contratto, facciano masticare qualcosa almeno una volta in ogni pellicola. Qualunque sia il suo ruolo, qualunque sia il tenore della storia.
Fateci caso. Fate caso a quanto Pitt utilizzi la masticazione nella recitazione, a quanto i suoi personaggi non facciano altro che deglutire.
Anche in Burn after reading, l'ultimo lungometraggio dei Coen, il bel Pitt mastica gomme e beve continuamente soluzioni saline da una borraccia con cannuccia.
L'attore col bolo.

BriXx

Un gelato al limĂ²n...

di brixio (15/11/2008 - 10:05)

Nel 1979, anno della mia nascita, il cantautore genovese Paolo Conte scopre e rivela al nostro paese il valore inestimabile di un gesto: quello di un uomo che alla propria donna fa dono dei propri sogni e delle proprie visioni. Non importa che si tratti di un musicista, di un poeta, di un meccanico o di un collaudatore di letti (che di sogni avrà vasta scelta), le speranze di una persona vanno maneggiate con cura, mai sottovalutate.
La canzone che a suo tempo ci raccontò tutto questo, con un andamento stanco e un profumo tipico di una calda notte in una città di mare, fù Un gelato al limòn, della quale riporterò di seguito semplicemente il testo:



Un gelato al limon
gelato al limon
gelato al limon
spofondati in fondo a una città

un gelato al limon
è vero limon.
Ti piace?
Mentre un`altra estate passerà

libertà e perline colorate
ecco quello che io ti darò
e la sensualità delle vite disperate
ecco il dono che io ti farò

donna che stai entrando nella mia vita
con una valigia di perplessità
ah, non avere paura che sia già finita
ancora tante cose quest’uomo ti darà.

E un gelato al limon
gelato al limon
gelato al limon
sprofondati in fondo a una città
un gelato al limon
gelato al limon
gelato al limon
mentre un’altra estate se ne va…

Ti offro una doccia ai bagni diurni
che son degli abissi di tiepidità
dove come oceani notturni
rimbombano le voci della tua città

e ti offro la luna del pomeriggio
per il sogno arabo che ami tu
e una stretta forte della mia mano
per te donna che non mi scappi più…

e un gelato al limon
gelato al limon, gelato al limon

e ti offro l’intelligenza degli elettricisti
cosi almeno un pò di luce avrà
la nostra stanza negli alberghi tristi
dove la notte calda ci scioglierà.

Come… un gelato al limon,
gelato al limon,gelato al limon…

BriXx

Appartenenza

di brixio (27/10/2008 - 09:12)

Nelle convenzioni, così come in alcuni gesti, spesso è nascosta la nostra innata tendenza alla ricerca del senso di appartenenza a qualcosa.
Da buoni animali sociali, ci soddisfa e spesso ci esalta un gruppo di persone con cui condividere, ideali, passioni, azioni, fini.
Per far sì che ciò accada, è necessario sacrificare qualcosa. Una parte della nostra individualità viene messa in ombra da una sorta di individualità di gruppo. Questo, ovviamente, con le dovute eccezioni.
E' successo in due occasioni che il piacere derivante dal far parte di qualcosa si affiancasse senza attriti ad una sensazione di piacere diversa, decisamente legata alla mia individualità.
In entrambi i casi, la causa scatenante di questi eventi è un semplice gesto, un cenno d'intesa.
Mi è capitato andando in moto e correndo: due attività decisamente solitarie. Due modi di vivere l'ambiente attorno a sè con i sensi bene allertati. Due situazioni in cui il cervello si risveglia e pensa.
Non è raro che motociclisti e podisti si salutino ( e si augurino anche buon proseguimento) incrociandosi per strada, ma dopo quel pò di benessere che quel breve cenno ci provoca, si ritorna a correre soli, si ritorna a pensare.
E ci si sente motociclisti e ci si sente podisti, ma non si perde nulla dell'esperienza solitaria.

 


BriXx

Resoconto...

di brixio (23/10/2008 - 11:14)

Sono passati due anni, dal mio primo post nell' Ottobre del 2006. Sono cambiate decine di cose in due anni. Questo, neanche a farlo a posta, è il centesimo post di questo blog.
E il centesimo...allo scadere del primo biennio...non può che essere autocelebrativo.
C'è molto di me in queste parole, c'è molto di ciò che mi circonda, di ciò che è stato e delle speranze per l'avvenire.
C'è molto anche delle persone che gravitano attorno a me da più o meno tempo. C'è chi è passato di qui per caso, lasciandone traccia, c'è chi ha avuto la malsana idea di controllare periodicamente questo blog, c'è chi critica, chi consiglia, chi ha solo voglia di scherzare.
Per me, quest'impegno biennale è una sorta di prova di maturità (vd. primi due post) e un pò mi complimento da solo. Ma alla lista delle cose da dire, last but not least, devo necessariamente aggiungere il ringraziamento sentito a chiunque abbia trovato nelle mie parole qualcosa per cui valesse la pena leggere, commentare, criticare, offendere, insomma partecipare.

BriXx

Nessuno tocchi Saviano! (Tanto a che serve..)

di brixio (22/10/2008 - 09:46)

Premetto: questo post non è frutto di pregiudizi. Prima che uscisse Gomorra, di Saviano non ho mai sentito parlare neanche per caso, non ho nulla contro di lui, non sono un camorrista, non ho intenzione di ucciderlo o far sì che qualcuno possa farlo. Non ho inoltre intenzione, come qualcuno mi ha già fatto notare, di passare ad un prossimo ipotetico passo che preveda la supposizione che la camorra non esista.
Ciò detto, enuncio senza mezzi termini, che trovo altamente improbabile che i Casalesi vogliano davvero morto Saviano.
Ci arriverò, partendo dal principio.
Saviano, come altri giornalisti/scrittori che ultimamente crescono cibandosi della spazzatura morale, politica e sociale di cui è pieno il nostro paese, ha raccolto del materiale molto interessante, composto in gran parte però di articoli scritti da suoi colleghi di cronaca appartenenti a testate minori campane. Parliamo di materiale già noto, magari non ai più, ma comunque già di dominio pubblico, riguardante le attività e l'organizzazione di alcune cosche camorristiche. Una sorta di reportage nel quale però pare non appaiano le fonti. In breve: pare che Saviano abbia semplicemente riorganizzato il frutto del lavoro (e del rischio) di altri giornalisti prendendosene essenzialmente tutto il merito.
E' questa una notizia datata, fornita dall' Adnkronos, della quale vi riporto lo stralcio.

Napoli, 23 nov. - (Adnkronos) - 'Gomorra', il best seller dello scrittore Roberto Saviano edito dalla Mondadori, che ha raggiunto le 400mila copie vendute e che sara' pubblicato anche all'estero, e' da qualche giorno in libreria con una prima rettifica riguardante la citazione di una fonte giornalistica che nelle prime edizioni era stata omessa: la notizia, di cuisi e' parlato nell'edizione delle 13 del Tg dell'emittente campana Canale 8 condotto dal giornalista Marzio Di Mezza, riguarda uno stralcio del libro in cui era citato il patto di camorra tra il clan Di Lauro e gli scissionisti, protagonisti della faida che ha insanguinato Napoli tra il 2004 e il 2005. L'articolo originario, scritto dal giornalista napoletano Simone Di Meo, era stato riportato da Saviano senza l'indicazione del quotidiano su cui era apparso ('Cronache di Napoli') e dell'autore. I legali della Mondadori hanno disposto l'inserimento della fonte nelle successive ristampe dell'opera, anche se - secondo quanto emerso nel corso del Tg - anche altri giornalisti campani sarebbero pronti a chiedere, nei prossimi giorni, altre correzioni circa la mancata citazione di lavori di inchiesta e reportage nel libro 'Gomorra'.(Com/Ct/Adnkronos) 23-NOV-06 15:54

Il mio tentativo di trovarne traccia sul sito ufficiale dell'agenzia è stato però un buco nell'acqua, poichè non c'è modo di risalire a notizie precedenti a quelle dell'anno in corso. A questo proposito quindi concedo il beneficio del dubbio a Saviano&Mondadori.
Il "Fatto" è, piuttosto, un altro: Saviano non ha scoperto nulla di nuovo, siamo di fronte ad un divulgatore, non ad un investigatore.
Tra lui e un giornalista che indaga c'è la differenza che esiste tra Piero Angela e Carlo Rubbia.
Il primo sicuramente ha una speciale abilità nello spiegarci una serie di cose interessanti, ma non manca mai di citare il secondo se l'occasione dovesse richiederlo.
Voi, a chi dei due dareste il Nobel?
E la Camorra, ammazzerebbe un investigatore o un divulgatore? Tenete presente che senza il lavoro del primo, il secondo non ha ragione di esistere.
Se Saviano avesse davvero ficcanasato negli affari della Camorra avrebbe ottenuto già due cose:
A) Sarebbe già sotto terra.
e nel caso in cui si fosse salvato per miracolo...
B) Sarebbe stato ascoltato dai giudici come attendibilissimo testimone in una miriade di processi anti-camorra.
Ora...io non ho notizia di nessuna di queste due cose. E l'impressione che il boss Schiavone si stia divertendo a "giocare" con Saviano per terrorizzarlo è un ipotesi che non scarto.
I capi di un'organizzazione radicata, potente, che fa del controllo del territorio la sua arma migliore non sono stupidi: sanno probabilmente che uccidere Saviano porterebbe tanti di quei guai che molti dei loro racket potrebbero davvero subirne pesanti ripercussioni.
E se la Camorra "dovesse" uccidere Saviano, che dire del povero Travaglio, che da un bel pò ormai sottolinea inascoltato le innumerevoli vicinanze e collusioni tra Mafia e Stato? Esiste qualcosa di più pericoloso da fare in Italia? Ne dubito. Travaglio vive senza scorta e riporta sempre precisamente le sue fonti. Questo perchè rende omaggio a chi gli consente di lavorare e perchè dà riferimenti precisi a chi intende seguire, verificare o approfondire gli argomenti di cui parla.
Ripensando proprio a questo, ho la sensazione che "I Casalesi" stiano diventando il nuovo giocattolo di Studio Aperto. La nuova manìa dopo i cani randagi mangiatori di bambini, dopo il terrorismo, dopo l'omicidio di Perugia. Ogni notizia è il capo nuovo da tenere in vetrina finchè tira. Intanto...ci stiamo dimenticando della Mafia, del crack finanziario che forse rovinerà la vita ad almeno un paio di generazioni, dei nostri soldati all'estero e di tutta un'altra serie di cose che rivestono sicuramente maggiore importanza.
Bisogna sicuramente seguire le notizie di prima pagina, continuando però a chiederci che fine abbiano fatto quelle che ieri rivestivano a pieno titolo la stessa posizione.
E se queste ultime sono sparite del tutto, dobbiamo seriamente cominciare a dubitare della fonte della nostra informazione.
Saviano, mi pare di capire, è un giovane, esasperato idealista, che aveva probabilmente tutte le migliori intenzioni quando ha cominciato e portato avanti Gomorra. Credo, inoltre, che un pò tema per la sua incolumità e che la Mondadori stia però montando questa cosa ben oltre il necessario per chiare questioni di marketing.
Credo che Gomorra possa essere un buon libro di divulgazione, ma che sia estremamente necessario citarne le fonti, altrimenti vale "Il Padrino" di Puzo (che non è poco, ma non è l'obiettivo del libro).


BriXx


Bitter sweet dreams

di brixio (07/10/2008 - 12:37)

Se qualcuno m'avesse detto che i sogni costano, che sognare è un verbo per chi se lo può permettere, avrei preferito sinceramente lasciarmi andare molto tempo fà.
Queste righe sono un pò la prosecuzione di un post di qualche tempo fà, sui nostri coetanei che da altri paesi vengono qui a tentare la fortuna o a procacciare di chè vivere ai propri figli.
Oggi, che le borse crollano, che 10 euro sembrano oro per una persona e carta igienica per un supermercato, che per quanto ci si faccia il culo, non si viene premiati, oggi, dicevo, mi sento davvero ad un passo da qualcosa di determinante.
Sarebbe facile e dannatamente stupido accartocciarmi su me stesso e sperare che a niente e nessuno venga in mente di calpestarmi.
Ma è una cosa da bambini e noi non cresciamo per nulla.
Sono coriaceo: è l'unica cosa che mi riconosco senza alcun dubbio.
Parto con i piedi nel fango perchè non ho avuto nulla da nessuno: ma a piantare 4 pali e tirare su un muro sono capace.
Vediamo se il tempo mi darà ragione. Andrò sicuramente più avanti di chi si è già fermato o di chi non comprende l'importanza dello spingersi in avanti, col corpo, con la mente, con le idee e con questi benedetti sogni, così costosi, così preziosi.

BriXx

Depression...

di brixio (17/09/2008 - 12:49)

Se le cose andassero male e avessimo solo due alternative, a chi ci affideremmo: al ladro travestito da pagliaccio o al ladro travestito da stupido?
Ponendomi questa domanda ho capito il perchè della vittoria di Berlusconi.
Nulla di nuovo nel suo partito: stesse facce, stesse alleanze, stesse collusioni. Persino lo stesso pacchetto di stima, auguri e solidarietà per l'amico Bush: indifendibile presidente americano nell'era più buia dell'economia degli Stati Uniti dagli anni '30.
L'altra sera, il nostro presidente-giullare, è stato addirittura vittima delle avances della fiorettista Valentina Vezzali: che sorridendo gli ha detto che da lui "si sarebbe fatta toccare".
Prima del piccante giochetto di parole, la sportiva nazionale ha ricoperto di elogi Berlusconi, fornendogli quindi più di un assist, in vista di tempi decisamente bui per l'economia mondiale e, di riflesso, per il nostro fragile paese.
Il siparietto, che ha contribuito a sommare all'aura carismatica del Silvio nazionale anche una fama da sciupafemmine, mi ha fatto venire in mente una "strana" analogia con un'altra pagina triste della nostra storia.
L'allora Benito nazionale, oltre ad essere un irresistibile arringatore di folle ed un Dittatore-Agricoltore (famose le immagini in cui era ritratto mentre si cimentava nella mietitura del grano) era anche considerato, dalle donne di quei tempi, un vero e proprio sex-symbol.
La qual cosa è sempre stata vista di buon occhio da uomini e donne d'Italia.
Non ci è bastata la dura lezione patita in un passato ancora così recente?
Cosa aspetta la polica italiana a produrre un'alternativa a questo carrozzone di risate e skatch stile commedia sexy all'italiana?
Perchè questo paese, quando tocca il fondo è capace solo di scavare?
Non si affida una nazione in difficoltà ad un personaggio così incapace, ad un ostaggio politico di partiti xenofobi, ad una persona in "affari" con una (o più) delle organizzazioni criminali più potenti e radicate del nostro paese.
Spiegatelo, vi prego, a quelle centinaia di vecchiette e di avventori dei bar italiani che, intervistati da Studio Aperto con cadenza bioraria, continuano a gridare "Sil-vio! Sil-vio!" e non sanno cosa sia la lungimiranza.

BriXx

SMAH :-/

di brixio (08/09/2008 - 14:59)

La scorsa settimana, sono andato a comprare una cassa d'acqua al supermercato.
Naturalmente, per una questione di privacy, non posso menzionare di che catena facesse parte. Mi limito perciò a dirvi che il suddetto supermarket si trova in via di Priscilla a Roma.
Una cassa di Ferrarelle viene venduta oggi giorno a 2,58 euro. Arrivato alla cassa, ho pagato con una banconota da 5 euro, ho incassato il resto e sono uscito per tornare in ufficio.
Quando ho poi controllato il resto, mi sono accorto che mancavano ben due (2) centesimi.
Ora, io non sono il tipo che torna indietro a reclamare i due (2) centesimi, ma non mi dispiacerebbe che il cassiere se non altro mi chiedesse scusa perchè non dispone di monete di piccolo taglio in cassa, facendo passare la cosa come un problema, un'emergenza sopra la quale sorvolerei volentieri e senza far fatica.
Rimuginando sull'accaduto, ho pensato che a molti prodotti viene applicato un prezzo con doppia cifra decimale e che avviene davvero spessissimo che la cassa non renda l'intero importo del resto.
Sono andato (per puro caso) sul sito della SMA ( http://www.sma.it/SmaSupermercati/index.php ) ed ho letto che la società ha circa 1600 punti vendita, tra propri e in franchising, dislocati su tutto il territorio nazionale: un'enormità.
Mi sono bastati due conti per capire un pò di cose e vi rendo partecipi del calcolo.
Mediamente, credo che un punto SMA venda almeno 10 casse di Ferrarelle al giorno.
Ragionando in modo perfido, immagino che in nessun caso il cassiere renda i due centesimi (se non ce li ha in cassa...dove li prende?). Quindi, ogni giorno, le 10 casse d'acqua donano alla SMA 20 centesimi di euro.
Moltiplicherei per 365 giorni questa pessima abitudine e mi accorgo che in un anno, un solo punto
SMA fattura (si fa per dire) 73 euro di mancato resto per cassa Ferrarelle.
Il prossimo passaggio, obbligato, è la moltiplicazione di questa resa per i 1600 punti SMA di cui il gruppo si fregia.
116.800 euro all'anno...di mancati resti...per cassa d'acqua...Ferrarelle.
Ora: quante volte la vostra spesa v'è costata una cifra con decimale = 0?
Quante volte il cassiere s'è arrogato il diritto di non restituirvi tutto il resto che vi spettava?
Quanti soldi (in nero) può ricavare da questa sciocchezza una grossa catena di supermercati?
Comincio a pensare che sia davvero il caso di chiederli indietro quei due (2) centesimi di euro e che, dopo tutto, in un paese civile a fare la brutta figura non sarei certo io, ma il cassiere e la società che rappresenta.

BriXx

Timeline

di brixio (03/09/2008 - 10:43)

Quando finisce una storia, è facile prendersela con l'altro.
Quando finisce una storia, non è mai solo colpa di uno dei due.
Quando finisce una storia, non puoi mai davvero sapere perchè.
Quando finisce una storia, passano anni prima di avere le idee chiare.
Quando finisce una storia, la storia è finita.
E si crea un buco grosso così, completamente vuoto, che il tempo colma con una calma insopportabile.
Ti capita sempre, quando una storia comincia a durare poco più del semplice "frequentarsi".
Mi è capitato tre volte finora: la terza, per esperienza, è stata quella più "razionale".
Ci sono invece persone che non riescono ad abituarsi mai al distacco, un pò come quei vecchi cantanti che ogni volta, ad un passo dal palco e dopo anni di carriera, si emozionano prima di intonare la prima nota.
Certo, molto dipende dal ruolo che si ha nella chiusura di un rapporto. Se chiudi per tua scelta, affronti meglio tutto ciò che viene dopo. Se vieni invece costretto da contingenze o dalla controparte, tutto diventa più difficile, ed il dubbio che ci sia stato un errore, che fosse invece giusto continuare, si fa largo nella testa e vi dimora.
E lì è essenzialmente una mera questione di pazienza: bisogna accettare l'idea che quel tarlo si prenderà tutto il tempo necessario per sloggiare e che sognare minestre riscaldate è solo un modo come un altro invece per rendergli il soggiorno nelle nostre meningi estremamente più comodo.
Non si tratta di una cosa semplice; la vita, se non vi è stato spiegato, non è fatta solo di cose semplici. Perchè se così fosse, come accade ad ogni cosa che non ha il suo "negativo", le suddette cose semplici non potremmo neanche godercele.
Mi spiace, magari esagero in retoricità, ma un concetto semplice scioglie i nodi più complicati, una visione di insieme ridimensiona ogni singolo problema e te ne svela spesso una soluzione tanto inaspettata quanto ovvia.
Non abbiate paura di guardare avanti, neanche se il passato vi prende per i capelli e vi costringe, con la forza, a voltarvi.
C'è sempre davanti a voi una condizione talmente felice, da riscattare tutto ciò che è stato: dovete agire, fare un passo, darle la credibilità che di per sè stessa merita. Il resto e storia, è ricordo, è ciò che ci terrà compagnìa quando il tempo che ci rimane sarà la metà del tempo che è già stato.
Buona giornata.


BriXx

Dura, la vita del regista

di brixio (01/09/2008 - 11:54)

Non mi va granchè di scrivere in questi giorni. Sono troppo preso con la mia vita per potermi dare alle riflessioni, le quali, si sà, sono sempre dannatamente postume.
Mi va però ogni tanto di macchiare questo blog con qualcosa. Stavolta lascio la parola ad un breve divertentissimo diario scritto da Woody Allen e pubblicato tradotto su La Repubblica.

A presto credo.

BriXx

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Woody Allen ha diretto Vicky Cristina Barcelona, che è uscito nelle sale americane la scorsa settimana e sarà distribuito nel resto del mondo tra l'autunno e l'inverno. Il grande regista newyorchese ha scritto questo diario per il New York Times.

2 gennaio
Ricevuta offerta per scrivere e dirigere un film a Barcellona. Devo stare attento. La Spagna è assolata e io mi copro di lentiggini. Anche a livello di soldi non è un granché, ma il mio agente è riuscito a strappare un decimo dell'1 per cento di tutti i guadagni realizzati dal film dopo che gli incassi avranno superato il tetto di 400 milioni in dollari in più rispetto alle spese.
Nessuna idea per Barcellona, a meno di non riuscire a riciclare la storia di due ebrei di Hackensack, New Jersey, che decidono di metter su un servizio di imbalsamazione per corrispondenza.

5 marzo
Incontrato con Javier Bardém e Penélope Cruz. Lei è incantevole e più sessuale di quello che avevo immaginato. Durante il colloquio mi sono incendiati i pantaloni. Bardém è uno di quei geni latenti che aspettano solo di essere plasmati da me.

2 aprile
Offerto ruolo a Scarlett Johansson. Ha detto che prima d'accettare il suo agente deve approvare il copione, poi lo deve approvare la madre, a cui è molto legata. Dopo di che lo deve approvare la madre dell'agente. A trattativa in corso ha cambiato agenti; poi ha cambiato madri. Ha un grande talento, ma a volte è un po' irrequieta.

1 giugno
Arrivato a Barcellona. Sistemazione di prima categoria. Hanno promesso all'albergo mezza stella l'anno prossimo se nel frattempo avranno installato l'acqua corrente.

5 giugno
Le riprese sono cominciate con qualche difficoltà. Rebecca Hall, nonostante la giovane età e nonostante sia al suo primo ruolo importante, è un po' più caratteriale di quel che pensavo e mi ha cacciato dal set. Ho spiegato che il regista dev'essere presente per girare il film, ma per quanto ci abbia provato non sono riuscito a convincerla e mi sono dovuto travestire da fattorino del catering per reintrodurmi di soppiatto sul set.

15 giugno

Il lavoro finalmente ingrana. Girata una torrida scena d'amore oggi tra Scarlett e Javier. Fosse stato solo qualche anno fa, la parte di Javier l'avrei fatta io. Quando l'ho detto a Scarlett, lei ha detto: "Ah", con un'intonazione enigmatica. Scarlett è arrivata in ritardo sul set. L'ho rimproverata aspramente, spiegandole che non tollero la svogliatezza nei miei attori. Lei mi ha ascoltato rispettosamente, anche se mentre parlavo mi è sembrato di notare che alzasse il volume del suo iPod.

20 giugno
Barcellona è una città meravigliosa. Quando giriamo le scene c'è sempre una folla di curiosi. Per fortuna capiscono che non ho tempo per firmare autografi e quindi importunano solo gli attori. Più tardi ho distribuito foto in formato A4 di me che stringo la mano a Spiro Agnew, offrendomi di firmarle, ma ormai la folla si era dispersa.

26 giugno
Riprese alla Sagrada Familia, il capolavoro di Gaudí. Pensavo che ho molto in comune col grande architetto spagnolo. Tutti e due sfidiamo le convenzioni, lui con le sue architetture sconvolgenti, io indossando un bavaglino con su disegnata un'aragosta sotto la doccia.

30 giugno
I giornalieri sembrano buoni; l'idea di Javier di aggiungere la scena imponente di un'invasione di marziani, con mille comparse in costume e complicati dischi volanti, non mi è sembrata un granché, ma ho deciso di girarla comunque per farlo contento, poi la taglierò in sala di montaggio.

3 luglio
Scarlett oggi è venuta da me con una di quelle domande che fanno sempre gli attori, "Qual è la mia motivazione?". Le ho risposto: "Il tuo salario". Lei ha detto sì, va bene, ma ho bisogno di molta più motivazione per continuare. Circa il triplo. Altrimenti parto, ha minacciato. Io ho deciso di vedere il suo bluff e sono partito prima io. Poi è partita lei. A quel punto eravamo un bel po' lontani e dovevamo strillare per sentirci. Poi lei ha minacciato di abbandonare la barca. L'ho abbandonata anch'io e ben presto ci siamo ritrovati in un vicolo cieco. Nel vicolo cieco ho incontrato degli amici e siamo andati tutti quanti a bere: naturalmente alla fine è toccato pagare a me.

15 luglio
Ho dovuto di nuovo aiutare Javier con le scene di sesso. Il copione prevedeva che afferrasse Penélope Cruz, le strappasse i vestiti di dosso e la violentasse in camera da letto. Gli avranno pure dato l'Oscar, ma per le scene di passione gli serve qualcuno che gli faccia vedere come si fa. Ho afferrato Penélope e con un rapido movimento le ho strappato i vestiti di dosso. Destino ha voluto che non avesse ancora indossato il costume di scena, perciò quello che ho fatto a brandelli era il suo costoso abito da sera. Imperterrito, l'ho scagliata per terra di fronte al caminetto e mi sono lanciato su di lei. Quella sfacciata è rotolata via un secondo prima del mio atterraggio, causandomi la spaccatura di certi denti indispensabili sulle mattonelle del pavimento. Con un dentista bravo, entro agosto dovrei poter ricominciare a mangiare cibi solidi.

30 luglio
I giornalieri sembrano davvero fantastici. Probabilmente è ancora presto per cominciare a pianificare la campagna per l'Oscar. Ma buttare giù qualche appunto per il discorso di ringraziamento mi risparmierà un po' di tempo più avanti.

3 agosto
Immagino che sia uno degli inconvenienti del mestiere. Un regista è in parte insegnante, in parte strizzacervelli, in parte figura paterna, in parte maestro spirituale. C'è da stupirsi che col passare delle settimane Scarlett e Penélope si siano prese entrambe una cotta per me? Fragilità del cuore femminile. Vedo il povero Javier che mi guarda con invidia mentre le attrici mi divorano con gli occhi, ma ho spiegato al ragazzo che lo sfrenato desiderio femminile per un'icona del cinema, specialmente se dotata di quel mio sogghigno di fredda padronanza di sé, è qualcosa che bisogna aspettarsi. Quando la mattina arrivo sul set lavato e profumato, tra Scarlett e Penélope si scatena una contesa virtuale per il possesso del mio corpo. Non amo mescolare il lavoro con il piacere, ma per riuscire a portare a termine il film forse sarò costretto a saziare la bramosia di entrambe, a turno. Potrei concedere a Penélope il mercoledì e il venerdì, assecondando le voglie di Scarlett il martedì e il giovedì. Così rimarrebbe libero il lunedì per Rebecca, che ho fermato appena in tempo prima che si tatuasse il mio nome sulla coscia. Finite le riprese mi andrò a bere un bicchiere con le donne del cast e stabilirò alcune regole di base. Forse il vecchio sistema delle tessere annonarie potrebbe funzionare.

10 agosto
Oggi ho diretto Javier in una scena emotiva. Ho dovuto leggergli la sua parte per fargli vedere come recitarla. È sufficiente che mi imiti. Se prova a recitare di testa sua, tempo un minuto e si smarrisce. Poi si mette a piangere e si chiede come potrà continuare a vivere quando io non sarò più il suo regista. Io gli spiego educatamente ma con fermezza che deve cercare di fare del suo meglio senza di me e cercare di ricordarsi i miei suggerimenti. È servito a tirarlo su di morale: l'ho capito perché quando ho lasciato la sua roulotte ho sentito che lui e i suoi amici ridevano a crepapelle.

20 agosto
Ho fatto l'amore simultaneamente con Scarlett e con Penélope per cercare di farle star buone. Questo ménage a' trois mi ha dato una grande idea per il punto culminante del film. Rebecca continuava a battere alla porta e alla fine l'ho lasciata entrare, ma questi letti spagnoli sono troppo piccoli per quattro e quando è salita su anche lei io continuavo a cascare per terra. Oggi fine della produzione. Festa d'addio come al solito un po' triste. Ho fatto un ballo lento con Scarlett. Le ho fratturato un alluce. Non è stata colpa mia. Gliel'ho pestato quando mi ha piegato all'indietro per il casqué.

25 agosto
Penélope e Javier non vedono l'ora di lavorare nuovamente con me. Mi hanno detto, "Se hai un'altra sceneggiatura, prova a scovarci". Brindisi d'addio con Rebecca. Momento sentimentale. Tutti quelli del cast e della troupe hanno fatto una colletta e mi hanno regalato una penna biro. Ho deciso di intitolare il film Vicky Cristina Barcelona. I capi della produzione hanno visto tutto il girato. A quanto sembra gli piace da impazzire, fotogramma per fotogramma: per la prima, stanno pensando a un lebbrosario. Eh, potere vuol dire solitudine.

Copyright 2008
Woody Allen - All Rights Reserved
Traduzione di Fabio Galimberti


(1 settembre 2008)

La nostra vita nuova...

di brixio (27/08/2008 - 12:53)

Che spettacolo questo pezzo...testo e musica incredibili.
Gazzè è uno di quegli artisti da cui pretendo molto e ricevo sempre altrettanto.




"Questa volta sembra proprio vero
che qualcosa sta cambiando
come fili di vento leggero
le nostre vite allo sbando

Come il caldo che scioglie l'inverno
quello che resta del giorno
ha un sapore diverso, diverso

Quando tu compari piano
sulla mia parete bianca
appena dipinta
da un'incatentevole mano

Come l'alba che abbaglia l'inverno
quel che resta del buio
ha un colore diverso, diverso

Questa volta non avrò paura di sbagliare ancora
tu mi dai la forza e quel senso della vita che non c'era
l'infinito immenso stava qui sospeso con il fiato in gola
ad aspettare fino adesso la nostra vita nuova

Ora parla al tuo compagno
e digli che l'amore spiega
le cose che la gente nega
le cose che tutti fanno

Come il caldo che scioglie l'inverno
quello che resta del giorno
ha un odore diverso, diverso

Questa volta non avrò paura di sbagliare ancora
tu mi dai la forza e quel senso della vita che non c'era
l'infinito immenso stava qui sospeso con il fiato in gola
ad aspettare fino adesso la nostra vita nuova
."

Memorandum

di brixio (27/08/2008 - 11:09)



"Miciuiiiiiiiiiiit, Miciuaaaaaaaaaaat,

Moll, moll, moll, moll, moll,
Mollezzitollili, mollezzitollili"

Incredibile...

di brixio (21/08/2008 - 15:39)

Ogni volta rimango un quarto d'ora a cercare di capire come abbia fatto...e soprattutto come gli sia venuto in mente.
Geniale...


BriXx

Mutamenti

di brixio (18/08/2008 - 12:46)

Il mio novantesimo post è frutto di una riflessione di un "quasi trentenne" che legge di suoi coetanei, di diversa nazionalità, in condizioni di vita disastrose.
Stamattina il sito de La Repubblica riportava un articolo sullo stato di degrado della pineta adiacente alla residenza estiva del Presidente della Repubblica tra Roma e Ostia. Un posto dove un' improvvisata baraccopoli fa da tetto a prostituzione, condizioni igieniche e di vita disastrose, droga ed è soggetta alle frequenti attenzioni dei piromani.
In questo scenario vergognoso vivono però delle persone, spesso, se non sempre, di altra nazionalità. Una di queste, Daniela, una ragazza romena di 38 anni, viene intervistata e spiega come mai lei e suo marito abbiano scelto di vivere in Italia, in quelle condizioni disumane.
Mostra una foto del loro bambino di 5 anni, rimasto nel loro paese natìo, al quale devolvono tutti i loro risparmi.
Mi sono subito chiesto quanto, qui in Italia, si  sia lontani dal tornare ad una condizione del genere.
A quasi 30 anni ho un lavoro stabile, in regola, ma che non mi consente di gettare le basi per un mutuo decente e per pensare ad avere figli a brevissimo termine.
E' già un pò che mi chiedo se non sia il caso di andare fuori a cercare qualcosa (anche se non pensavo ai racket criminali), se non si sia davvero creata una situazione tale per cui sia una necessità emigrare in un altro paese e programmare quindi altrove il proprio futuro, inteso come lavoro, famiglia, casa.
Ho alcuni dei miei più cari amici che hanno preso questa strada: chi Scozia, chi Stati Uniti, chi ancora non ha piantato una bandierina per più di due settimane. Si tratta di scelte difficili, ma, spesso, di soluzioni forzate. Il mondo oggi ti spinge a cercare "l'America" ovunque essa si trovi e se non ci si adegua l'alternativa che si sceglie è comunque altrettanto dura.
Cosa fare...
Per ora si rimane in ascolto, per vedere cosa porta il vento. E' un atteggiamento passivo, ma saggiamente povero di avventatezza.
Aspetto di capire cosa questo paese possa darmi, cosa prevede per i miei figli, cosa per la mia vecchiaia per poter poi scegliere se premiarlo o meno con la mia presenza, con la mia partecipazione alle sue sorti sociali ed economiche.
Intanto, mai come ora, mi sento vicino a chi parte per costruire, a chi si sacrifica per dare un futuro ad un bambino di 5 anni lontano centinaia o migliaia chilometri.

BriXx

Sardegna 2008

di brixio (13/08/2008 - 10:31)

Ore 11: sono appena passato a salutare mia madre e Marco mi squilla: è il segnale che è arrivato, è sotto casa e mi aspetta.
I bagagli sono tutti pronti, faticosamente ordinati e raggruppati in due borse la mattina stessa, proprio all'ultimo momento, come da sempre ho fatto nella mia vita.
L'eccezione in questo caso è l'attrezzatura per le immersioni: accuratamente sistemata e ispezionata nei due giorni precedenti la partenza.
Una stretta di mano, un caffè al bar sotto casa e si parte.
Roma è calda, caldissima nelle mattinate di Luglio. Il sole che si stende sul cruscotto ci anticipa che verrà in vacanza con noi.
Il cielo è terso e il morale, come sempre quando si parte, vive alti e bassi contrastanti. L'eccitazione per tutto ciò a cui si sta andando incontro, la tristezza per ciò che non si è riusciti a portare con sè.
In un'ora circa comunque la nostra Ford grigia arrivia al porto di Civitavecchia, ci avviamo all'imbarco e troviamo frescura e ristoro al bar antistante il molo principale.
Marco va in Sardegna tutti gli anni. I suoi hanno casa lì da più di vent'anni ed è da bambino che vive posti ed odori di quel luogo.
E' sereno: mi parla di ciò che faremo e troveremo con naturalezza.
Non lo seguo che con l'immaginazione: ma mi basta. Ho la certezza che a breve toccherò con mano tutti i suoi argomenti di discussione.
Nel frattempo, tra una chiacchiera e l'altra, vediamo incolonnarsi le auto, nostre compagne di traversata, tutte piene come uova.
Il viaggio in traghetto durerà circa 4 ore, forse poco più. Lo passiamo guardando un film con il pc portatile e chiacchierando ancora.
Come nei film di pirati e capitani coraggiosi, è strana e piacevole la sensazione di una striscia di terra all'orizzonte che ti sorprende quando attorno a te è solo mare, per ore. Il porto di Olbia ci abbraccia e ci porta lentamente sino al molo destinatoci. Ci godiamo l'attracco dal ponte superiore e il vento fresco della sera ci porta l'odore dolce e caratteristico del mirto misto a quello della salsedine.
In auto il viaggio è breve fino all'aeroporto: abbiamo un'ora prima che arrivi la terza componente della casa da Milano e ne approfittiamo per una breve sosta al bagno e un trancio di pizza.
Una breve chiacchierata con la nuova arrivata e poi subito in macchina. Ci aspetta un viaggio di circa un'ora e mezza da Olbia al Golfo dell'Asinara su strade capricciose e poco illuminate e una prima, indispensabile pulizia di una casa chiusa dall'estate precedente.
Finiamo di fare tutto, siamo stanchi. C'è rimasta solo la notte.
La nostra prima settimana di vacanza è stata un copione ridondante: la mattina ci si alzava con calma, si preparava il necessario per immersioni e pranzo in spiaggia e si sceglieva la meta.
Due puntate a Cala Serraina e a Tinnari ci hanno regalato una pesca abbondante e degli scenari che ti riempiono la mente e gli occhi.
La Sardegna, si capisce sìn da subito, è un luogo incantevole, selvaggio per molti tratti, dai colori intensi e ben miscelati. Di notte si ricopre di una quantità inusitata di stelle molte delle quali cadenti.
La compagnìa poi è stata gradevolissima e mi piace citare, tra tutti, alcuni nomi in particolare: Marco (naturalmente), Paolo, Silvia e Valerio Mattia da Ancona, Bube e Nicola (ospitalissimi) da Lucca, Valentina, Silvio e Luisa da Milano e Fausto da Sassari, Carla con il marito, Giannina, Salvatore e Teresa, autoctoni, Alessandro (e consorte) di Grosseto, Oscar (conosciuto in discopub) da nonsodove.
Se comunque la prima volta capita di andare in Sardegna da soli o con amici, è poi inevitabile sognare di crearsi un'ulteriore occasione da vivere con una persona al proprio fianco.
Vedremo se riuscirò a portare a compimento la cosa.
La Sardegna è un posto sufficientemente isolato da creare strani pensieri. Quando si mette così tanto mare tra sè e il posto in cui si vive è bene che non si lasci nulla di irrisolto alla partenza. Altrimenti, com'è successo a me, non si è mai veramente nel posto in cui si vorrebbe essere.
I giorni lì però mi hanno comunque regalato molto: lunghe battute di pesca subacquea ad esempio, in fondali ricchi di vita, vari, colorati.
La cosa più bella in assoluto, capitata ben due volte, è stata l'aver trovato un'ostrica sul fondo, essere risaliti in superficie, averla aperta col pugnale e averla mangiata così com'era. Sono cose che non hanno prezzo.
Quasi a pari merito l'incredibile sensazione dell'essere sceso (e rimasto) ad oltre 15 metri di profondità, dove il mondo per le orecchie è un sibilo, per il tatto è acqua e roccia, per l'olfatto è nulla, per il gusto è sale e per gli occhi è il paradiso.
Da solo, o con un compagno che si muove con te fra anfratti, alghe e archi di roccia, le sensazioni che questo tipo di esperienza può donare non sono descrivibili. Vanno provate, o bisogna accontentarsi della pallida immagine partorita dai racconti di chi queste cose preferisce viverle.
Per questo e per tutto ciò che ho raccontato finora, aspetto con ansia la mia prossima volta.

BriXx

Uno Quatto Quatto....(se ne vĂ )

di brixio (23/07/2008 - 09:35)

Vado in ferie. A due anni dall'ultima volta che mi sono state concesse (e pagate).
Gli altri anni, con contratti che mi riesce ancora difficile definire tali, le ferie erano corte, low-cost (e questo resta) e assolutamente non pagate.
Quest'anno si cambia registro:
due settimane, in compagnìa di un collega, probabilmente per molte cose un caro amico, a casa sua in Sardegna.
Un periodo forse appena sufficiente a rimettere un pò di ordine nella mia testa, a recuperare energie di cui ho decisamente abusato (per nobili fini) in questi ultimi mesi.
Nell'immaginario di chi parte quattordici giorni di pesca, del silenzio del mare visto dal di dentro, di paesaggi mozzafiato, di cene con pesce alla griglia e vino bianco, di letture e qualche riflessione.
So cosa lascio ora che parto e stranamente non sono sicuro di ciò che troverò al mio ritorno.
Ha senso chiederselo ora? No, sicuramente, ma viene così naturale...
Vi saluto, affezionati lettori. Buone ferie per chi parte, in bocca al lupo a chi resta.
Ci vediamo il 5 agosto, credo...


BriXx

...

di brixio (11/07/2008 - 01:11)

"Ci sono notti in cui ci si aggrappa ai cuscini come fossero scogli.... e le lenzuola mare in tempesta. E non è più riposo, ma lotta."

IL DIVO

di brixio (07/07/2008 - 11:50)

L'ironìa e la poesia di un'essenza mostruosa, violenta, apparentemente algida.
Sorrentino, ne "Il Divo", ci racconta un Andreotti romanzato, frutto di fantasia e di ciò che si può supporre ( o anche di più ) abbia fatto.
Toni Servillo, l'attore protagonista, è monumentale.
Si piega come un contorsionista consumato per entrare in quella maschera contratta, in quel corpo rigido e ricurvo, nervoso..
Andreotti non dà mai le spalle quando va via. Appare dall'ombra e vi ritorna facendo un passo a ritroso. Ricorda forse un pò il Conte Orlok del Nosferatu di Murnau, nelle movenze legnose, nella fredda ironia, nella famelicità, nel rapporto con l'ombra e la penombra.
Sorrentino, estremamente abile nel creare ambienti, stanze e situazioni dell'Italia democristiana a cavallo tra gli anni 80 e 90, è padre di un lavoro degno del miglior Tim Burton (trasposto in una trama politica).
Questo mostro divertito, carismatico, sarcastico è infatti tipico della fantasìa dark
americana e del moderno statismo nostrano.
Nel film, una scena su tutte racchiude il senso della pellicola e la potenza del
personaggio descritto: Andreotti, a colloquio con Cossiga (anch'egli personaggio
oscuro e potente), pare disposto a rivelargli un segreto personale inconfessabile.
Cossiga trasale e si avvicina, lo spettatore aguzza la vista e affina l'udito.
Andreotti sottovoce, ammette di aver avuto una cotta, durante gli anni del liceo, per
Mary Gassman, sorella dell'attore Vittorio.
Cossiga sospira (forse per delusione, ma forse anche per sollievo) e sorride. Lo
spettatore ha la sensazione netta, ineluttabile che non ci sia chiave o combinazione
adatta e conosciuta per quella cassaforte.
Così, al termine del film, credo sia inevitabile pensare a quanto sarebbe incredibile
poter accedere, anche in minima parte, a ciò che Giulio Andreotti sa e custodisce così
gelosamente.
Un bel film davvero: trovo che tutto il bene che se ne dice sia ampiamente meritato.


BriXx

Primati (non i mammiferi)

di brixio (30/06/2008 - 13:48)

Abbiamo un pò tutti dei record personali di cui poterci vantare.
Io, ad esempio, ho fatto due volte Napoli-Roma con un intrepido motorino 50, vanto una massacrante 19 ore di letto con una mia ex, so fischiare ispirando, espirando e col trillo, muovo le orecchie anche una per volta (risultato ottenuto con un certo sforzo..), ho preso un 8 ad un compito di italiano su Petrarca senza saperne assolutamente nulla, da 29 anni passo almeno due giorni all'anno a Ischia e da piccolo riuscivo ad ingoiare intere delle enormi pasticche di lievito (record che ho recentemente stracciato a quanto pare).
Vi siete mai chiesti cosa sapete fare? Cos'è che per gioco o per passione vi ha impegnati in modo totale per un certo tempo?
Io ad esempio sono invidiosissimo di chi conosce l'arte dell'origami, di chi affronta il vuoto col paracadute, di chi sa suonare un contrabbasso, di chi balla bene il tango e di chi sa davvero cucinare.
Alcune di queste cose, ed altre non menzionate forse, mi riusciranno col tempo.
Altre ancora invece, per limiti fisici, mentali o di affinità mi sono confinate a vita dietro la vetrina.

Saluti.

BriXx

...a smooth artist...

di brixio (30/06/2008 - 13:33)

E visto che di musica parliamo, tratto volentieri un altro punto che mi sta a cuore.
Michael Jackson.
Da piccolo, diciamo dalle medie, ero un suo fan sfegatato. E grazie a questa passione ho avuto modo di estendere le mie conoscenze alla Motown, storica casa di musica "nera" e agli artisti soul e pop che gravitavano attorno a questo mondo fantastico.
Una figura di tale presenza scenica, talento e seguito non poteva non infiammare la fervida fantasia di un ragazzino.
Tornando quindi al protagonista del post, faccio notare come sia incredibilmente paradossale che sia praticamente più che in bancarotta quando l'America musicale intera gli paga continuamente un tributo in idee, arrangiamenti, stile, passi di danza e basi musicali.
Artisti come Justin Timberlake non sarebbero mai esistiti se un certo signor Jackson non avesse inventato quel personaggio alieno, con un carisma da Cesare della musica mondiale.
Magari gli attuali fun di Timberlake non possono ricordare bene chi fosse Michael Jackson, probabilmente avranno appena sentito un paio di pezzi per radio, ma fa un pò strano che tra i due sia il clone ad avere successo e non l'originale.
Senza contare che ancora oggi, ad ormai 26 anni dall'uscita di Thriller, i suoi pezzi sono cover perfette per rock band senza idee o basi per rappers che sono vissuti alla sua ombra.
Chiunque conosca gli album da "Off the Wall" a "Dangerous" non può non essersi accorto di quanto quest'artista permei la musica moderna.
Dubito che chiunque altro si sia avvicinato negli ultimi trent'anni ad un livello di influenza del pop, del soul e del rock così alto, diffuso, determinante.
Chiamatelo pedofilo, accusatelo di aver cambiato colore della pelle, dategli del matto, del peter pan: probabilmente non vi sbagliereste mai.
Michael Jackson però, volente o nolente, ha lasciato un segno netto: e bisogna dargliene atto.

BriXx

Chiiiii?? Bugooo?!

di brixio (30/06/2008 - 13:27)

Grande concorso MTV.
Chi partecipa ha la possibilità non da poco di poter ospitare a casa propria il concerto di Bugo!
Bugo, si, spiega MTV, l'autore di "C'è crisi!"
Buio.
E ci si comincia a chiedere "Ma chessò, gli U2 no?". "E i Modena City Ramblers? Che li si trova talmente dappertutto da sfiorare il porta a porta coi loro concerti...".
Nada. Bugo tira, fa tendenza, è strano forte e che vi piaccia o no sarà lui a risolvere la vostra serata.
Per chi di voi lo ignorasse, stiamo parlando di uno di quegli artisti che, a mio ininfluente parere, fanno parte della schiera dei "dannosi". Schiera della quale si fece capostipite il bizzarro Tricarico (la voce di "Buongiorno buongiorno, io sono Francesco...").
Persone che, quand'anche ne capissero di musica, fanno di tutto per non darlo a vedere.
Ciò detto, a questo punto se posso approfittarne mi iscrivo al concorso, incrocio le dita e se Bugo dovesse mai venire alla mia porta per mettersi a mia disposizione gli faccio trovare rullo e vernice e gli faccio dare una mano di colore alle pareti della mia stanza con tinte diverse da questo bianco-affitto.
A volte sembra di essere davvero circondati: pur di rifilarci qualcosa la tv è capace di fare irruzione in casa tua in modo violento; facendoti credere magari che si tratti di una grande occasione e non di violazione proprietà privata.



P.S.

(Sono le 2.34 di notte e All Music sta passando un penoso remix di Englishman in New York. Ma che succede? Siamo proprio impazziti tutti?)

P.P.S.

(Ora sta passando una cosa davvero escrementizia su All Music e aspetto solo che finisca per capire come si chiami il gruppo e sconsigliarvelo vivamente)


P.P.P.S.

(The Jains con It Hurts: se basta ragliare ad un microfono per far soldi sono potenzialmente ricco.)

BriXx

Ministri? Magari....

di brixio (19/06/2008 - 10:43)

Il Rock...una volta un utile misuratore sociale.
La rabbia di persone che imbracciavano una chitarra era sintomatica di qualcosa che non andava.
Musica, ritmo, si, ma soprattutto tematiche, intenti.
Il rock che oggi MTV ci propone è un costrutto di bei ragazzi e orecchiabilità, bikini e cocktails, atti di vandalismo dovuti a noia e una povertà mai vista di cose per cui valga la pena gridare e fare rumore.
Stanotte verso le 5 ( ...e stamattina di nuovo alle 7) ho ascoltato un gruppo credo abbastanza recente che mi ha sorpreso.
Un trio molto vicino ad influenze punk moderne, con la grinta che il genere necessita e soprattutto, finalmente, un testo forte, attuale, sensato.
Il gruppo è quello dei Ministri, la canzone è intitolata "Diritto al tetto" e non riesco a smettere di cantarla e di tamburellare sulla scrivania.
Ve ne lascio un saggio dal Vangelo secondo San Iutubo...




Brix

Something the boy said

di brixio (03/06/2008 - 10:07)

Questo è certamente uno dei pezzi che mi fanno venire letteralmente la pelle d'oca.
Speriamo che Dada non me lo secchi...





Spero vi piaccia...

BriXx

From ear to ear

di brixio (27/05/2008 - 17:41)

- La sensazione di una corsa in moto con la temperatura perfetta, la strada perfetta, il paesaggio perfetto, la testa lucida.

- La fretta di apprendere quanto prima e quanto più possibile del ricettario di tua madre perchè "cavolo: si sta facendo davvero anzianotta" e l'odore e il sapore dei suoi piatti ti rassicura.

- La speranza che avrai sempre qualcosa da dire ai tuoi figli: qualcosa che li aiuti a saltare l'ostacolo.

- Il ricordo di come sia soffrire per una perdita importante.

- Sott'acqua, a circa 3 mt. di profondità, con il corpo rivolto verso la superficie e il silenzio tutto intorno.

- Il colpo allo stomaco quando, mentre suoni improvvisando, trovi un'intesa perfetta con un altro musicista. La nota giusta nel momento giusto. E sorridersi a vicenda mentre si continua a suonare.

- Le mattonelle davanti alla cucina di mia nonna, i segni sulla parete che testimoniavano la mia crescita, anno dopo anno.

- Il campo di calcio costruito in una giornata di lavoro in campagna e le partite con gli amici dall'ora di pranzo alla sera.

- Commuoversi per musiche talmente belle che non pensavi potessero esistere.

- Aver acquisito la certezza che, se ci si pensa bene, il mondo non ha proprio capito un emerito cazzo di molte cose, ma tenerselo per sè.

- La prima stella cadente e il primo desiderio non avveratosi.


BriXx
 

Contrattacco...

di brixio (23/05/2008 - 10:41)

VI è MAI CAPITATO DI SEDERE IN AEREO E AVERE UN VICINO CHE VI PARLA SEMPRE E GUARDA TUTTO CIO' CHE LEGGETE?



LA PROSSIMA VOLTA SEGUITE SEMPLICEMENTE LE ISTRUZIONI DI SEGITO E MANTERRETE LA VS. PRIVACY:




1) MOLTO TRANQUILLAMENTE PRENDETE LA VALIGETTA PORTA PC

2) APRITELA E APRITE IL VS. PORTATILE

3) ACCENDETELO

4) ASSICURATEVI CHE LA PERSONA VEDA BENE LO SCHERMO

5) CHIUDETE GLI OCCHI E GUARDATE AL CIELO

6) APRITE QUESTO SITO....

http://tinyurl.com/34fzpf



(Inoltratomi da una collega :-) )


BriXx

Keane - Bedshaped

di brixio (08/05/2008 - 17:48)

Ho ritrovato questo bel pezzo dei Keane, un pò malinconico magari, grufolando su youtube...
Trovato e postato.




A presto... BriXx

NECESSITO INPUT

di brixio (02/05/2008 - 20:08)

Dio che giornataccia. Una di quelle che speri non arrivi mai, ma poi capisci e ti accontenti anche se viene a trovarti raramente.
"Tanto...", dici, "...avrò così tanto da fare che passerà senza che io me ne accorga".
Puntualmente però una giornata così ti coglie impreparato ...e nullafacente.
La cosa peggiore delle giornate storte (ma storte davvero) è il fatto di avere del tempo per riconoscerle e per rimuginarci su.
E oggi è stato terribile.
9 ore di lavoro senza un H da fare e la mente che gira a mille. Giù il primo caffè, e giù anche il secondo: che magari vien voglia di inventarsi qualcosa.
E quando tutti i tuoi colleghi schiamazzano felici mentre leggono i redditi del 2005 di vipsss vari, quali Magalli, Casini o Alemanno, senza esitare ti alzi, lasci tutto sulla scrivanìa ed esci dallo stabile a fare due passi sotto il sole di un Maggio maledetto e bellissimo.
Fa caldo...ma è tepore, non afa. E il profumo di quasi tutto ciò che conta nella vita ti insegue, ti raggiunge, ti avvolge, ti stringe a sè con forza.
Occhi semichiusi e si è altrove: non certo in città, a Roma.
Come nelle canzoni di Conte il sogno è africano, illimitato, selvaggio mentre la realtà è il marciapiede che ti fa compagnìa.
Si rientra in ufficio e ci si decide ad andare a scaricare un pò di tensione: un pò di corsa a Villa Ada aiuterà.
In moto fino a casa, cambio d'abito e via verso il verde.
Stranamente, se la mente è presa il corpo non la segue: 20 minuti di jogging leggero, all'ombra di pini marittimi ti rimettono al mondo. C'è sempre lo stesso pensiero in testa, ma ha fatto un pò posto alla fatica e all'aria fresca del tardo pomeriggio che riempie i polmoni.
Il ritorno a casa è già previsione di ciò che sarà.
Ci si siede, un pò stanchi, un'occhiata al cellulare, poi si accende distrattamente il pc.
E dopo qualche minuto si è al punto di partenza. Qualcosa di martellante che si riappropria, egoista, della tua attenzione.
Anni fà amavo mettere nero su bianco i miei "turbamenti", un vizio che a quanto pare non ho ancora perso. Arrivo su Dada, cerco un immagine didascalica per il post, e comincio a scrivere a ruota libera.
Non voglio neanche rileggere quello che ho scritto: in pochi click sarà tutto pubblicato e per qualche secondo starò un pò meglio.
Il resto della serata so già come andrà.

A presto.

BriXx

Oh My God...

di brixio (21/04/2008 - 16:07)

Qualche giorno fà, poco dopo l'imbarazzante esito dell' ultima campagna elettorale, lo zapping mi porta su Markette, programma del sempre verde Chiambretti. Si tratta, per chi non lo sapesse, di un format che al grido di "Tutto fa brodo in TV" alterna cose interessanti a demenze futili.
Nella puntata in questione, la signora Sabina Negri, moglie dell'On. Calderoli, è stata così gentile da anticiparci opere ed intenti della coalizione di centro-destra per la regione Lombardìa.
E bene: tra i primi due provvedimenti previsti ho fatto fatica a crederle quando sorridente parlava della bonifica del Pò (e fìn qui) dalle nutrie. Accorgendosi poi che un ulteriore spiegazione fosse necessaria, la gentile signora ha illustrato le problematiche di chi decideva di passare le proprie vacanze in riva al fiume lombardo, ovviamente infastidito dalla presenza del roditore.
L'idea quindi sarebbe di distruggere una parte importante dell'ecosistema fluviale del Pò, in modo tale da non dover sentire continue grida di bagnanti aggrediti e divorati dai suddetti mammiferi durante le vacanze.
La nutria ( in posa per vostro piacere) è un roditore molto simile, per abitudini ed aspetto, ai castori. Al contrario dei topi è un animale vegetariano con una leggera passione per piccoli invertebrati come i molluschi.
Non è sporco, non passa indifferentemente dalla fogna, alla spazzatura, al fiume, non è aggressivo, ma piuttosto schivo ed è anche ( a parer mio) sufficientemente carino da vedersi..
Informazioni, queste, che chiunque può reperire in 30 secondi su internet, magari a questo indirizzo: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=
Myocastor_coypus&oldid=15511621

Il vignettista Vauro, ospite della trasmissione, guardava la signora Negri in Calderoli (che detta così spiegherebbe perchè di tanto astio verso gli extracomunitari) come se fosse il trucco di un mago, completamente incredulo davanti a cotanto prodigio di ignoranza e grettezza.
Ora mi chiedo: ma che aveva da guardare Vauro? Possibile che non si possa desiderare di stare in mezzo alla natura senza che la sola vista della natura ci infastidisca? Il solito comunista inconcludente, credo sia chiaro a tutti.
Lasciamola lavorare questa nuova destra e godiamoci la loro faccia quando si accorgeranno che ciò in cui stanno facendo il bagno è il loro stesso liquame :-)
A presto...

BriXx